Il Tirreno

Versilia

I figli di Riccardo chiedono dov’è papà «Erano una cosa sola»

di Luca Basile
I figli di Riccardo chiedono dov’è papà «Erano una cosa sola»

Lo scultore Marcello Giorgi, padre della giovane vedova ricorda questa giovane famiglia «felice e molto unita»

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di Luca Basile

PIETRASANTA

. C'e' solo silenzio intorno. E un cancello oltre il quale può andare solo il ricordo di un ragazzo di 29 anni, Riccardo Lorenzetti, morto in un incidente stradale mercoledì sera mentre stava tornando verso casa, a Regnalla di Valdicastello.

« Siamo chiusi per lutto. E sarà così anche domani, giorno dei funerali»

Trascina parole Adolfo Agolini, titolare della Mariani, la fonderia dove Riccardo lavorava da 5 anni.

«Ce lo aveva segnalato suo suocero, Marcello Giorgi, l'artista. Per circa 4 anni e' stato apprendista, poi un anno fa lo abbiamo assunto come cesellatore. Il suo mestiere lo sapeva fare bene: era serio, voglioso, intraprendente - racconta Agolini - con un pensiero bene fisso in testa, sua moglie Sara e i suoi due bambini. La vita di Riccardo e' sempre ruotata intorno a loro. E posso dirlo perché conosco bene Marcello Giorgi che a suo tempo lavorò con noi e ancora sua figlia Sara, moglie di Riccardo: l'abbiamo vista per la prima volta, quando era una bambina. Questa tragedia la viviamo in ogni suo risvolto, purtroppo» ospira Agolini.

La voce di Marcello Giorgi, il suocero, è flebile e gentile al tempo stesso.

«E’ uno strazio, un dolore immenso. Riccardo era come un figlio per me: aveva addosso tutta questa voglia di vivere e di condividere ogni cosa con i suoi bambini e con Sara. Facevano tutto sempre insieme: lui si tagliava i capelli e il piccolo, Nicolò – protagonista di un manifesto dello Sprocco pietrasantino disegnato dallo stesso Giorgi, ndr – li voleva uguali. Erano una cosa sola. Una cosa bellissima».

Sara, che Riccardo chiamava ‘ principessa’ e che lavora da Mc Donald a çido, una volta arrivata al Pronto Soccorso, mercoledì notte, saputo della morte del marito, ha detto si, con un gesto immenso visto anche il momento, alla donazione degli organi.

«Una coppia splendida, una famiglia splendida» ripete, e non sono parole di vuota circostanza, chi li conosce. Al Versilia mercoledì notte c'erano tutti i dipendenti - una trentina - della Mariani.

«Appena si e' sparsa la voce ci siamo ritrovati in ospedale: un'azienda come la nostra e' una piccola comunità. Sono stati momenti difficili. E saranno ancora più' difficili i giorni che verranno» prevede Agolini che torna a ricordare l'ultimo giorno di Riccardo, grande appassionato di motori. «Era uscito regolarmente dal lavoro: prima di andare a casa, insieme ad alcuni amici e' andato a caricare alcuni mobili poi trasportati da altri su un piccolo furgoncino. Riccardo, con il suo scooter, li seguiva ad una certa distanza. Poi e' successo quello che tutti sanno».

Quell'incrocio, fra via Aurelia e viale Apua, pur se adeguatamente illuminato, propone da sempre scenari ad alto pericolo vuoi per la velocità dei mezzi, e vuoi ancora per una visuale che può ingannare: ed e' proprio lì, in quei metri ieri sfregiati di terra e di sguardi attoniti, che la Smart di Gioia Santarlasci, - 19 anni, al quinto mese di gravidanza - e lo Scarabeo di Riccardo Lorenzetti sono venuti a contatto. Ed e' sempre in quel preciso istante di mercoledì sera, che si e' capito che restituire Riccardo ai suoi bambini, Nicolo' di 8 anni (frequenta la scuola Pascoli) e Emma, di 4, sarebbe stato impossibile.

Sull’icidente di mercoledì notte prosegue l’inchiesta della Procura di Lucca che ha posto i due mezzi sotto sequestro in attesa delle nuove risultanze dei vigili urbani di Pietrasanta .

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