Il Tirreno

Versilia

In porto la barca di Samorì «Voglio unire i moderati»

Avvocato e imprenditore era il vice di Marcello Dell’Utri nel 1993 Lo yacht resta in città fino a Natale ed intorno “ronzano” gli ex di Lunardini

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VIAREGGIO. La presenza non poteva passare inosservata: da qualche settimana sulla banchina dietro la storica “Canottieri”, oggi palestra rinomata, è all’ormeggio lo yacht di Gianpiero Samorì, avvocato e imprenditore modenese, al fianco di Silvio Berlusconi e vice di Dell’Utri nel 1993 quando nacquero prima il progetto “associazioni del buongoverno”e poi i circoli di Forza Italia.

Lo yacht, un bel “Maiora”, resterà in porto - così si mormora in Darsena - fino a Natale. Samorì, che si presenta sulla scena politica delle elezioni 2013 con la formazione “Moderati in rivoluzione” proprio in questi giorni ha avuto uno “scontro” con Vittorio Sgarbi che aveva annunciato la propria candidatura al suo fianco. Secondo quanto circolato in questi giorni, Samorì starebbe valutando l’ipotesi di candidarsi in vista delle elezioni nazionali, ma aspetterebbe prima che le regole siano definite.

In un’intervista dei giorni scorsi rilasciata ieri sul sito “L’Huffington Post” realizzato in collaborazione con “L’Espresso” Samorì dichiara: «Sì, sto entrando in politica. È sempre stata una mia passione». Fin da quando - ricorda - «militavo nella Dc di Donat Cattin».

Samorì sintetizza così il proprio progetto: «Un rinnovamento dei dirigenti per unire i moderati di questo Paese. La classe dirigente del Pdl ha una visione ma non ha il monopolio dei moderati. Bisognerebbe aggregare quelli».

Sulla base di questo progetto, Samorì - che si muove quasi sempre in elicottero - ed i suoi uomini si starebbero muovendo anche in una Viareggio “orfana” del centrodestra sconfitto dalla gestione che Giovanni Santini, ancora in sella alla guida del Pdl provinciale e versiliese, ha voluto fare della vittoria di Luca Lunardini, dove proprio i moderati - del centrosinistra come del centrodestra - sono quelli che più si “agitano”.

Qualche incontro, qualche “abboccamento”, ci sarebbe già stato, e qualcuno si sarebbe già proposto spontaneamente anche tra i “reduci” dell’esperienza della Giunta Lunardini in cerca di un nuovo traghetto per il Palazzo comunale, se non per Roma. Ma - secondo quello che trapela - la parola d’ordine dei Moderati in rivoluzione sarebbe, prima di tutto, “grande cautela”. E conoscendo i veleni trasversali che la città propone non c’è di che stupirsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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