Il presidio
Dura condanna a vigile Malmenò una signora
2 anni e mezzo di carcere e risarcimento da 20mila euro: l’agente multò donna perchè il suo cane era sciolto, ma in aula due testimoni lo hanno smentito
VIAREGGIO. Vigile urbano condannato a due anni e mezzo - e a un pagamento di 20 mila euro - dopo un litigio sorto per una multa inflitta a una donna che portava a spasso il cane. L’agente della municipale di Viareggio doveva rispondere delle accuse di falso ideologico, lesioni, minacce e calunnia.
La vicenda risale al gennaio 2010. Quel giorno il vigile urbano - Marco Jelen, 67 anni, era in servizio e si trovava nella zona dello stadio. Alle 8 del mattino incontrò una signora residente nel quartiere Balipedio che stava portando a spasso il cane.
Il vigile intervenne accusando la signora di non portare il cane al guinzaglio come invece prevedono le normative.
La donna contestò immediatamente l’infrazione rilevata dal vigile. La versione raccontata dalla signora in aula - e confermata da due testimoni presenti sul posto - ribalta quella del vigile: il cane sarebbe stato regolarmente al guinzaglio.
Il vigile quel giorno non cambiò idea e la discussione sfociò in un vero e proprio litigio che ha portato a una serie di denunce reciproche.
Il vigile redasse il verbale e denunciò la donna - accusandola anche di essersi rifiutata di consegnare i documenti - e i due testimoni per calunnia (un reato molto grave che prevede pene tra i due e i sei anni) perché non avrebbero detto la verità di fronte all’autorità giudiziaria. Il procedimento scaturito dalla denuncia del vigile non ha avuto seguito ed è stato quasi subito archiviato.
Destino diverso hanno invece avuto le denunce contro il vigile fatte dalla donna e dalle due persone che hanno assistito al litigio.
Il procedimento di primo grado è andato avanti fino al processo che si è concluso ieri di fronte al collegio del tribunale di Lucca presieduto dal giudice Carlo Annarumma (giudici a latere erano Di Grazia e Nerucci). A sostenere l’accusa è stato il sostituto procuratore Antonio Mariotti.
I testimoni - che nel processo sono diventati parti civili ed erano rappresentati dall’avvocato Cosimo Zei - in aula hanno affermato che la signora con il cane (rappresentata dall’avvocato Maurizio Dalla Casa) sarebbe stata minacciata da Jelen, con frasi come «se non mi dai le tue generalità ti faccio arrestare» e sarebbe stata addirittura strattonata e spintonata (agli atti c'è un referto di cinque giorni del pronto soccorso).
I giudici hanno ascoltato tutte le parti in causa e alla fine hanno deciso per la condanna.
Il vigile urbano è stato condannato a due anni e sei mesi e al pagamento di una provvisionale di 10mila euro alla signora e 5000 euro ciascuno ai due testimoni. Il legale del vigile attenderà le motivazioni della sentenza per poi decidere un eventuale ricorso.
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