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Rossi insiste: i ministri stanno sbagliando
Il presidente della Regione ribadisce di voler tutelare i balneari «senza slogan e con fatti concreti»
VIAREGGIO. «Su posizioni realistiche, riformiste, corrette e non populiste sono disposto a battermi come per una fabbrica da salvare. Senza farci prendere in giro, perché la questione delle aste degli stabiimenti balneari non si risolve con gli slogan ma con un lavoro, con un impegno». Enrico Rossi, presidente della Regione, parla così davanti alla platea riunita nella sala della Croce Verde per sostenere la candidatura di Pierluigi Bersani alle primarie nazionali. Ad ascoltarlo anche un gruppo di balneari, col fiato sospeso: «Se ci toccherà di dire la nostra sulle gare- prosegue Rossi - cercheremo di trovare tutti i meccanismi possibile di salvaguardia, facendo giocare il peso di tutela del paesaggio e tutela del sistema sociale che questo pezzo di economia rappresenta. Non voglio certo che della costa si impossessino grandi imprenditori per speculazione immobiliari o per fare Acquapark sulla riva... Ma chi dice no a tutto si mette su una strada che non porta da nessuna parte». Un’affermazione che lascia di stucco i balneari seduti nelle prima fila: «Ho capito una sola cosa - commenta una di loro ad incontro terminato - che non abbiamo scampo...». Di diverso avviso il presidente Rossi, che in un faccia a faccia post dibattito, insiste; «La scelta del Governo non è quella giusta e non ho paura a dirlo. Siamo convinti che sia necessario lavorare per la tutela delle piccole imprese sul territorio che consenta alle stesse continuità del lavoro. Senza bisogno di andare agli eccessi spagnoli io credo che le strade per arrivare a questa tutela possano essere trovate lavorandoci, una via di uscita la politica può trovarla. Anche se non si possono delegare ai tecnici tutti i problemi...». Il messaggio di Rossi è netto: «Non facciamoci prendere in giro, i problemi non si rivolgono con gli slogan. Noi ci siamo e su questo stiamo facendo una battaglia e siamo disposti a farla con i balneari. E bisognerà chiamare anche i nostri parlamentari». Un attimo prima di lasciare la Croce verde, il faccia a faccia Regione-imprenditori è ancora sulla “soluzione” spagnola: «Puntare a 75 anni di durata della concessone - è netto Rossi - a me sembra un azzardo. Ma se si dimosterà il contrario verrò di nuovo qui a dirvi che io avevo torno e voi ragione».
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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