Il Tirreno

Versilia

La polizia torna a scuola l’autogestione continua

Nuova mattinata di tensione al liceo classico Carducci in agitazione Una mamma scrive: «I ragazzi dovrebbero studiare per migliorare il loro futuro»

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VIAREGGIO. Continua il braccio di ferro tra gli studenti del liceo classico “Carducci” e il preside Mario Regali sulla questione dell’autogestione. E ieri mattina la polizia è tornata a scuola su richiesta del dirigente quando un nutritissimo gruppo di ragazzi si è presentato in presidenza per consegnare le firme raccolte a supporto della richiesta di autogestione.

Le firme e l’accordo. Nuova mattinata di tensione quella di ieri nel liceo Carducci in autogestione. I ragazzi che hanno deciso l’agitazione per protestare per le condizioni della scuola sono saliti in gruppo dal preside Regali per consegnare il documento con le firme in cui i chiede l’autogestione.

Il dirigente - che lunedì mattina ha definito illegale l’autogestione - intimorito dal numero di persone presenti di fronte al suo ufficio ha nuovamente chiesto l’intervento della polizia. Grazie anche alla mediazione degli agenti si è giunti ad un accordo. I ragazzi contnueranno l’autogestione nella palestra e nelle aule non occupate dalle lezioni (che sono andate sempre avanti nonostante l’agitazione). Gli autori della protesta hanno anche chiesto di essere registrati come presenti a scuola. Il preside ha detto che chi non sarà a lezione verrà segnato come assente.

I ragazzi già da lunedì avevano stilato un calendario di incontri, spettacoli e proiezioni di film.

La lettera di un genitore. Intanto una lettera di solidarietà per il preside arriva da una mamma di alcuni ragazzi del classico. «Come madre di due ragazzi del Liceo Classico Carducci - scrive la signora Susanna Fontana - vorrei dare il mio appoggio al Preside Regali e al corpo docente, impotenti perché totalmente privi della collaborazione dei genitori. La solita storia dell' occupazione è diventata ormai una ridicola farsa, perché senza alcun contenuto politico e del tutto avulsa dalla concretezza che, in questa contingenza, ci aspettiamo dai giovani. Da lunedì 5 novembre, secondo un rito ormai consolidato da anni di sciagurata acquiescenza, uno sparuto gruppo ha occupato la palestra del liceo classico con l' intento di ostacolare le lezioni. Ovviamente gli studenti, adolescenti già di per sé poco inclini allo studio, cavalcano l' onda e fanno di tutto per disertare le lezioni . Intanto nelle classi i professori garantiscono le lezioni a quei "bischeri" che hanno l' ardire di andare contro corrente, o perché costretti dalle famiglie, o perché hanno maturato una consapevolezza rara per i tempi che corrono. Le famiglie dovrebbero spiegare ai ragazzi che quello che fanno non è solo illegale, ma anche antidemocratico. Sarebbe opportuno che i nostri figli non fossero tanto distratti dallo studio, bensì incoraggiati e motivati ad acquisire le opportune competenze per cambiare quel 'loro' futuro che per il momento si prospetta disastroso».

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