Bagni, Gnudi a Bruxelles ma solo per l’ok alle aste
L’ennesima beffa svelata dal Sole 24 Ore: altro che richiesta di salvare le imprese «Il governo fa il gioco delle tre carte e non rispetta il mandato del Parlamento»
VIAREGGIO. Le cose sono due: o i ministri prendono in giro deputati e senatori, oppure questi ultimi raccontano ai balneari un sacco di frottole. Non si spiega altrimenti l’ennesima beffa che il ministro Piero Gnudi riserva alla categoria.
Domani, infatti, Gnudi e il collega Moavero Milanesi voleranno a Bruxelles per parlare con la Commissione europea, come già scritto dal Tirreno. Ma l’obiettivo dell’incontro, spiegava ieri Il Sole 24 Ore, non è affatto la richiesta di deroga alla Bolkestein - allo scopo di evitare le aste delle spiagge - come si era sostenuto nei giorni scorsi. I due ministri, in realtà, mostreranno la bozza di decreto di riforma delle concessioni demaniali per ottenere l’ok dell’Europa, e quindi il via libera alle gare. Ribadita, inoltre, la necessità di preparare i bandi entro il 2014.
Per i balneari, insomma, è notte fonda. I sindacati, che qualche giorno fa avevano scritto ai ministri per chiedere di partecipare al vertice di Bruxelles, sono mortificati.
«I reali motivi del preannunciato incontro con la Commissione europea da parte dei Ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero Milanesi sulla questione dei balneari, diffusi oggi da un autorevole quotidiano economico - si legge in una nota dei sindacati Sib, Fiba, Assobalneari e Cna balneatori - e confermati o comunque non smentiti costituirebbero una grave scorrettezza nei confronti delle Istituzioni italiane, (Regioni, Province e Comuni), oltre che nei riguardi delle imprese balneari italiane che, da tempo, hanno chiesto, inutilmente, l’apertura del tavolo di elaborazione del decreto legislativo per la nuova disciplina delle concessioni demaniali marittime così come promesso dai due Ministri nell'incontro del 23 febbraio 2012».
«Ma ciò - prosegue la nota - sarebbe oltremodo grave nei confronti del Parlamento italiano che si è più volte espresso, all'unanimità, come nell’ordine del giorno del Senato il 5 maggio 2011, per una tutela delle imprese balneari attualmente operanti attraverso principi e meccanismi che non sono stati, in alcun modo, raccolti nella bozza di decreto legislativo elaborato, nella più totale segretezza, da parte del Ministero degli Affari Regionali. Sarebbe, infine, in contrasto con la risoluzione approvata all'unanimità dal Parlamento europeo in data 27 settembre 2011 che ha chiesto l'adozione da parte degli Stati di adeguate "misure compensative" a tutela dei diritti delle imprese balneari. A questo punto, in assenza di una chiara ed inequivocabile smentita, riteniamo doveroso chiedere al Parlamento italiano l'immediata revoca della delega al Governo per la disciplina della materia, concessa con la legge n. 217 del 15 dicembre 2011, e così negligentemente, dallo stesso, esercitata».
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