Lo scandalo mai risolto dei 967 loculi abbandonati
Un lascito della giunta Mallegni: nel seminterrato del cimitero si trovano questi colombari pagati 930mila euro alla ditta Luigi Rota di Pisa
PIETRASANTA. Uno spreco di denaro pubblico ed un pugno in faccia al buon senso. Ci riferiamo ai 960 loculi, da 7 anni a questa parte in completo stato di abbandono, posizionati nel seminterrato del cimitero di via Sarzanese e nascosti allo sguardo distratto di chi va al camposanto per pregare i propri cari, da un cancelletto che ne vieta l’accesso.
Nei giorni della Commemorazione dei defunti, ma anche delle carenze di denaro dei Comuni, e Pietrasanta non si sottrae alla regola, diventa di difficile comprensione la mancata chiarezza intorno ad una storia, surreale, che sembra trascinarsi senza soluzione di sorta e su cui già in passato avevamo posto l’attenzione.
Lavori, quelli per la realizzazione della nuova ala del cimitero, innescati nel 2003 – con sindaco Massimo Mallegni – ed affidati alla ditta Luigi Rota per un importo di spesa pari a 930 mila euro. Denaro, poi, regolarmente liquidato ai privati.
Nel 2005 il cantiere chiude e la nuova porzione del cimitero è, o sembra, utilizzabile tanto che un anno dopo i tecnici comunali certificano il collaudo delle opere.
Collaudo o meno sta di fatto che, improvvisamente, le coperture dei loculi cominciano a cedere, i calcinacci finiscono a terra e l’umidità da sgradevole contorno. La sede, fra, muffa, polvere, pezzi di marmo, degrado e sporcizia diventa così inaccessibile.
I motivi? Forse una serie di infiltrazioni o forse ancora altre situazioni, legate alla struttura. Sta di fatto che mentre al piano terra e al piano superiore del cimitero cittadino, i loculi sono regolarmente utilizzati, nel seminterrato non è possibile accedere. E del resto perché si dovrebbe visto che fra acqua stagnante e calcinacci, la sede è ostile ed inadeguata.
Premessa l’assurdità della situazione tanto che non si riesce proprio a comprendere la mancata contestazione, a suo tempo, delle opere da parte del Comune, in modo da appurare, nell’immediato, eventuali responsabilità, c’è da sottolineare anche la mannaia economica che pesa sulle casse dello stesso ente: a parte i 930 mila euro gettati al macero bisogna mettere in conto anche il mancato introito che si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro se consideriamo che la tariffa di concessione di un loculo è appunto di 2000 euro. Senza poi dimenticare che per ripristinare l’agibilità del seminterrato serviranno nuovi investimenti. A chi addebitare, tanto sperpero di denaro pubblico? Intanto l’aumento delle cremazioni potrebbe rendele inutili quei loculi.
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