Sul treno come dal... commercialista
Scattano gli aumenti per biglietti e abbonamenti. E se il controllore lo chiede, serve mostrare la certificazione Isee
VIAREGGIO. Conto alla rovescia per gli aumenti di biglietti e abbonamenti sui treni. Anche per i pendolari, lavoratori e studenti soprattutto, che viaggiano sulle tratte regionali è tempo di fare i conti con rincari e nuove regole in vigore da dopodomani.
Quelle annunciate qualche settimana fa dalla stessa Regione ma che solo adesso i pendolari che si sono presentati in biglietteria per rinnovare l’abbonamento stanno sperimentando. E la sorpresa numero uno è la richiesta che viene fatta dal personale delle Ferrovie al cittadino: lei quanto guadagna? Perché d’ora in avanti pagherà il 20% in più, rispetto al costo dell’abbonamento, chi ha un reddito Isee superiore a 36mila euro. Per gli altri il costo resterà invariato.
A Viareggio, fino a ieri, in biglietteria bastava dichiarare se il reddito familiare era più alto o più basso dei 36mila euro previsti. Niente moduli da compilare, niente autocertificazione da firmare. Tutto sulla fiducia. Ma con un avvertimento da parte del perosnale: d’ora in avanti insieme all’abbonamento il viaggiatore dovrà portare con se la certificazione Isee che attesa la congruità del titolo di viaggio acquistato dall’utente dei treni regionali. Pena una sanzione.
Intendiamoci: resta difficile credere che il controllore a bordo del regionale strapieno in partenza da Viareggio per Firenze o Pisa, dove a malapena si riesce a camminare riesca a trovare il tempo di chiedere allo studente di turno di tirar fuori la certificazione Isee fatta fare al Caf da mamma o papà. Ma in linea teorica potrebbe anche succedere per quanto non da subito. L’obbligo di portarsi dietro al certificazione scatterà da gennaio. Viene da chiedersi, comunque, perché l’attestazione in questione, comunque richiesta per il rinnovo dell’abbonamento, non debba essere presentata al momento dell’acquisto del titolo di viaggio, quando magari effettuare un controllo è più agevole che in mezzo a migliaia di pendolari strizzati nei vagoni e già su di giri per ritardi e disagi a bordo delle vetture.
Ma vediamo qualche esempio di rincari per chi parte da Viareggio.
Sulla tratta diretta a Pisa Centrale, ogni giorno percorsa da centinaia di studenti universitari e lavoratori pendolari, oggi il biglietto di corsa semplice in seconda classe costa 3 euro. Da novembre si pagherà 3,3 euro. Dunque per un viaggio andata e ritorno una persona pagherà quasi un euro in più. Ovviamente è sugli abbonamenti che le cifre salgono: il mensile di ottobre Viareggio-Pisa costa 46 euro, quello di novembre costerà 55.
La Regione spiega che questi aumenti si sono resi necessari per mantenere il servizio efficiente e non penalizzare i viaggiatori, dato che lo Stato ha tagliato il contributo dato alle Regioni per il trasporto pubblico locale portandolo a 320 milioni di euro, 170 milioni in meno rispetto al 2010. Ma i pendolari faticano a mandar giù questa novità e si chiedono come possa essere imposto loro di pagare un prezzo più alto se i servizi restano quelli di sempre, senza miglioramenti di sorta. La situazione poi peggiora più alto è il numero di km da percorrere, e gli utenti non ci stanno. «Il treno per Pisa parte da La Spezia e spesso quando arriva qui a Viareggio è già pieno - raccontano - così ci tocca fare il viaggio in piedi tra uno scompartimento e l’altro».
Odissea che si ripete ogni mattina, soprattutto nella fascia oraria che va dalle sette alle nove, quella più frequentata dagli studenti universitari. Una possibile soluzione sarebbe aumentare il numero delle corse durante l'arco della giornata (oggi sono una ogni mezz'ora circa, per i treni regionali), ma questo pare impraticabile viste le scarse risorse a disposizione.
Sara Onesti
Valentina Landucci
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