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Versilia

Due bagnini in guerra da 9 anni con l’azienda Multiservizi

Due bagnini in guerra da 9 anni con l’azienda Multiservizi

Tutta colpa della mancata assunzione del personale all’epoca del passaggio della gestione delle spiagge pubbliche alla società che ora chiede la restituzione di 52mila euro

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FORTE. Una querelle giudiziaria che si trascina ormai da 9 anni. E che non può certo dirsi conclusa. Da una parte ci sono due bagnini, dall’altra la società Multiservizi del Comune di Forte dei Marmi che ha preso in gestione (esattamente dal 2003) gli arenili pubblici. In mezzo 52mila euro. Una cifra pignorata all’azienda comunale ma che, stando all’ultima sentenza (quella d’appello) sulla vicenda non sarebbe dovuta andare ai due bagnini. Il problema, però, è che la Multiservizi non sa come recuperare quei soldi. E quindi la vicenda promette di festeggiare presto il decimo anno di età.

Ironia a parte la questione è relativa ad una causa di lavoro cominciata all’epoca del trasferimento delle competenze in materia di gestione delle spiagge comunali dall’amministrazione comunale (all’epoca guidata dal centrodestra con il sindaco Roberto Bertola) alla Multiservizi del Forte.

L’accordo siglato, a quanto pare, non prevedeva il contestuale transito del personale da una gestione all’altra. E così rimasero senza lavoro due persone. «I bagnini - spiega l’attuale presidente della Multiservizi, Arnaldo Federigi - assunti sulla base di una graduatoria redatta dall’amministrazione comunale, restarono fuori e decisero di fare causa alla società anche appellandosi al fatto che il personale, poi assunto dalla Multiservizi, venne scelto dalla stessa graduatoria nella quale erano inseriti. la procedura fu comunque piuttosto complessa e ha dato origine a una causa di lavoro che è andata a sentenza nel 2010. La Multiservizi si trovò condannata a pagare danni ai due bagnini per complessivi 52mila euro». Cifra che venne pignorata dai conti della società e assegnata ai due bagnini nonostante la decisione della stessa Multiservizi di ricorrere contro la sentenza del giudice del tribunale del lavoro.

Il caso, riesaminato, è in effetti poi stato ribaltato in sentenza. «Il ricorso - continua Federigi - ci ha dato ragione ma contestualmente non definisce gli aspetti economici della vicenda. Cioè lascia in sospeso la cifra che adesso deve essere restituita alla società». Il che si traduce nell’inevitabile prosecuzione del contenzioso giudiziario. Da un lato con ogni probabilità i due bagnini porteranno avanti le proprie ragioni fino al terzo grado di giudizio, in Cassazione, dall’altro la stessa Multiservizi - la cui attuale presidenza si è trovata a gestire la questione ereditandola dal precedente consiglio di amministrazione - non intende far cadere gli aspetti economici dato che si tratta di risorse pubbliche. E quindi la querelle “salmastrosa” andrà avanti. (v.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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