Il Tirreno

Versilia

Le origini in Polonia, poi Parigi, il Messico e la Piccola Atene

«Ho la nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice, una sorta di paradiso perduto; ho bisogno di una certa bellezza, questa mi fa vivere». È una frase di Igor Mitoraj. Classe 1944, nativo...

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«Ho la nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice, una sorta di paradiso perduto; ho bisogno di una certa bellezza, questa mi fa vivere». È una frase di Igor Mitoraj. Classe 1944, nativo di Oderan (Moravia), allievo di Tadeusz Kantor a Cracovia, firma la prima personale nel 1967. Nel 1968 si trasferisce a Parigi, poi un anno di viaggio e pittura in Messico, avvicinandosi alla scultura. Lavora con terracotta e bronzo; poi, dopo un viaggio a Carrara nel 1979, decide di passare alla lavorazione del marmo. Nel 1983 apre lo studio a Pietrasanta, città che elegge a sede di lavoro e di vita. Poi una straordinaria carriera di grandi esposizioni in tutto il mondo. «La mia arte - ha detto, ancora - è evidentemente, l'espressione artistica di un certo malessere, di un'emozione, di una protezione, che lascia la porta aperta all'immaginario; non è che un trampolino per l'al di là».

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