Inceneritore, legittimo revocare l’autorizzazione
Il Tribunale amministrativo respinge i ricorsi della multinazionale Veolia che chiedeva otto milioni di euro di danni alla Provincia di Lucca
PIETRASANTA. Tev-Veolia chiedeva un risarcimento di otto milioni di euro nel ricorso al Tar presentato contro la Provincia di Lucca ed i provvedimenti che l’Ente pubblico, presieduto da Stefano Baccelli, aveva preso relativamente all’inceneritore di Falascaia. Otto milioni di euro che la società che ha gestito l’impianto oggi chiuso non avrà: perché il Tribunale amministrativo regionale ha dato ragione alla Provincia. Segnando, tra l’altro - nel motivare il proprio provvedimento - un bel punto a favore dei cittadini. La dove - nella sentenza - prendendo in considerazione l’opposizione della multinazionale francese al nuovo deposito presso il Comune di Pietrasanta della relazione tecnica sulla nuova classificazione dei rifiuti, la seconda sezione del Tar di Firenze (magistrati Angela Radesi, Luigi Viola e Ugo De Carlo) stabilisce che quello fissato per legge è un passaggio fondamentale affinché alla cittadinanza sia concesso di poter depositare osservazioni, potendo prendere posizione nel caso di modifiche sostanziali. Modifiche che il Tar rileva essersi verificate nel caso dell’inceneritore di Falascaia: era stata la stessa società, infatti, nell’aprile 2011 ad affermare che alla luce delle nuove classificazioni - ricorda il Tar - il 15% dei rifiuti poteva considerarsi pericoloso.
Tev-Veolia - come ricorda una nota diffusa dalla Provincia - aveva ricorso contro l’ordinanza di bonifica imposta da Palazzo Ducale a Tev-Veolia «a seguito degli scarichi dell’impianto nel torrente Baccatoio», scarichi risultati essere “portatori” di diossina oltre i limiti consentiti dalla legge. Ma l’opposizione delle multinazionale era relativa anche all’annullamento dell’autorizzazione all’esercizio rilasciata dalla Provincia all’impianto.Annullamento che la Provincia aveva preso all’indomani dell’inchiesta della Procura di Lucca sul taroccamento dei dati, quando l’Ente presieduto da Stefano Baccelli aveva potuto acquisire la relazione della Procura, ricorda la nota, «che dimostrava non veritieri i valori forniti da Tev per il collaudo iniziale».
Tev-Veolia aveva presentato ricorso, infine, in merito al mancato rilascio dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue dell’impianto di Falascaia.
Alla multinazionale francese che cavillava a lungo, nel ricorso presentato, sulla non sostanzialità delle modifiche introdotte allo scarico delle acque reflue per poter dimostrare che non era necessaria ulteriore autorizzazione, il Tribunale amministrativo della Toscana dice nero su bianco che le modifiche per separare le acque meteoriche da quelle impiegate per la produzione di energia comportano interventi sui sistemi fognari, sulle vasche di prima e seconda pioggia, sulla sequenza dei trattamenti depurativi e su ulteriori aspetti legati anche al campionamento e al sistema di controllo. La richiesta della Provincia era, dunque, legittima.
Resta una curiosità: nel frattempo che Lucca decide cosa fare di Falascaia nel Piano interprovinciale dei rifiuti, la sentenza fa risparmiare 8 milioni. Mettendo uno “stop” alle pretese di Tev-Veolia. Eppure, dalla Provincia, nessuna voce di amministratore si è levata per commentare positivamente, come merita, la vicenda.
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