Protesta in Passeggiata: solo posti in piedi
I commercianti vogliono organizzare una domenica senza verande, tavoli e sedie. Contro il nuovo regolamento
VIAREGGIO. Solo posti in piedi...la domenica, in Passeggiata, se i commercianti danno vita alla protesta ancora da formalizzare, ma già all’attenzione della nuova riunione fissata per oggi tra associazioni di categorie, Comitato Passeggiata e singoli esercenti. L’idea è quella di proporre una domenica senza verande, sedie e tavoli. Per protestare contro il nuovo piano degli arredi per il salotto buono della città. Piano che propone per la Passeggiata un bel cappotto firmato, ottima qualità alta moda, splendide rifiniture...Al prezzo di un anno di digiuno.
Già. Perché la questione dei posti a sedere che il nuovo regolamento, approvato dalla Giunta Lunardini un attimo prima di dare il benvenuto al commissario prefettizio, è conseguente alla definizione delle nuove verande. In vetro, trasparenti, “leggere” come impatto e come da richiesta della Sovrintendenza, ma costrette a misure decisamente ridotte.
Per lasciare che la Passeggiata mostri, intatti, gli elementi dell’architettura razionalista. Come in piazza del Duomo a Firenze, insomma. E per permettere di vedere il mare arrivando dalla pineta percorrendo le traverse laterali che dal centro città portano a via Barellai. Dove la vista mare si infrange sugli ostacoli visivi tirati su negli stabilimenti balneari (ma il Comune intende rimuoverli).
Le attività economiche, in Passeggiata come nel resto della città, devono rispettare tutte le regole loro imposte. Senza sconti. Ma da qui a decretarne la chiusura - perché questo accadrà con il nuovo Regolamento - ce ne corre.
Per questo associazioni di categoria, commercianti, Comitato Passeggiata e, con loro, il Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago, chiedono a gran voce che il commissario sospenda l’entrata in vigore del Regolamento. Così da poter riprendere la discussione, su un provvedimento approvato in tutta fretta, con la prossima amministrazione comunale, democraticamente eletta dai cittadini.
Ma Domenico Mannino, commissario prefettizio, da questo orecchio non sembra disponibile a sentire.
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