Falsifica firma per poter sfrattare l’inquilina da casa
VIAREGGIO. Per poter sfrattare la sua inquilina ha ricalcato sul contratto di affitto della casa una firma fatta in calce ad un bonifico. Ma grazie ad un esperto grafologo chiamato dal Tribunale per...
VIAREGGIO. Per poter sfrattare la sua inquilina ha ricalcato sul contratto di affitto della casa una firma fatta in calce ad un bonifico. Ma grazie ad un esperto grafologo chiamato dal Tribunale per una perizia, il “trucchetto” è stato smascherato. E l’autrice della contraffazione è stata condannata.
A finire nei guai Francesca Viviano, sessant’anni, originaria di Leonforte (in provincia di Enna) ma residente a Prato. La donna - che aveva dato in affitto la sua casa di via Puccini a Torre del Lago ad Anna Pascarella, quarantotto anni - per cercare di rientrare in possesso della sua abitazione ha inviato una ingiunzione di sfratto alla sua inquilina. Durante la causa fra le due donne, però, la proprietaria dell’abitazione ha improvvisamente tirato fuori da un cassetto un contratto di affitto in virtu del quale l’affittuaria si impegnava a pagare circa 700 euro al mese di affitto (contro i 400 fissati a voce) con l’impegno poi di acquistare la casa. O, altrimenti, a lasciarla libera.
L’inquilina, alla vista del contratto, ha detto che quel foglio non lo aveva mai firmato, anche se riconosceva come sua la firma in calce al documento.
Di fronte alle versioni contrastanti delle due parti, il giudice Gerardo Boragine ha deciso di interpellare un grafologo per analizzare la firma. Decisione quantomai azzeccata, visto che l’esperto ha verificato che quella firma era perfettamente identica (anche come dimensioni) ad un’altra firma fatta dall’inquilina in un precedente bonifico. E che, essendo perfettamente uguali, una delle due firme era necessariamente ricalcata (o, tutt’al più riprodotta dopo una scannerizzazione).
Sulla base della perizia, il giudice ha deciso di condannare Francesca Viviano a un anno e due mesi di reclusione (pena sospesa) ma anche al risarcimento dei danni provocati all’inquilina, che proprio in virtù di quella firma contraffatta aveva perso la causa civile di sfratto ed aveva dovuto pagare oltre 15mila euro alla proprietaria di casa.
Cla.Ve.
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