Meteo
Controlli a tappeto sulle cave del Corchia
A chiederli un esposto di un gruppo di cittadini che denuncia attività abusive. E rispunta la lite tra Terrinca e Levigliani
STAZZEMA. Le cave dell’Antro del Corchia nel mirino delle guardie del Parco. Controlli sollecitati da un nuovo esposto, inviato da un gruppo di cittadini, che ha dato il via nei giorni scorsi a una serie di verifiche relative praticamente tutti i siti di escavazione sul Corchia spesso oggetto di contenziosi che vanno avanti da anni e che in alcuni casi hanno già dato luogo a ordinanze, ricorsi, sanzioni e segnalazioni alla procura.
Sotto accusa da parte del gruppo di cittadini stazzemese promotori dell’esposto, ancora una volta, i problemi legati a scavi in zone non autorizzate e mancato rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti.
Tra le aree segnalate dall’esposto anchequelle delle cave Tavolini di cui ormai si discute da anni perché al centro di un’aspra diatriba tra Levigliani e Terrinca che ha coinvolto anche il Parco delle Alpi Apuane e il Comune di Stazzema. Una vicenda richiamata alla memoria in una lettera (pubblicata ieri dal Tirreno, ndr) dal consigliere comunale di opposizione Baldino Stagi, tra i maggiori accusatori del Comune in relazione alla correttezza degli atti in base ai quali oggi la cava è in uso alla Cooperativa tra i condomini lavoratori dei beni sociali di Levigliani. Stagi avrebbe richiesto recentemente nuovi controlli su quella cava al Parco. Cava sulla quale già in passato - nello specifico nell’aprile del 2011 - furono riscontrate (da Comune e Parco) irregolarità che hanno dato luogo a provvedimenti sanzionatori da parte del Comune e a una comunicazione di reato alla procura. I provvedimenti hanno innescato la reazione, anzitutto di fronte al Tar, della stessa Cooperativa ma l’esito della battaglia è ancora da stabilire e non solo su questo fronte. Perché se è vero che dallo scorso anno le cave dalla Cooperativa non hanno avuto altri problemi e si sono viste riconfermare (tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012) le autorizzazioni all’attività da parte degli organi competenti, è altrettanto vero che la guerra tra Levigliani e Terrinca è ancora estremamente vivace.
In primo luogo perché è in corso un procedimento giudiziario in sede civile che dovrà stabilire uno degli aspetti da sempre contestati da Stagi: la proprietà dei terreni dove si svolge l’attività estrattiva.
Per Stagi la Cooperativa non è la legittima proprietaria e dovrebbe essere il Comune a adottare provvedimenti in proposito revocando l’autorizzazione all’attività estrattiva. Per il Comune deve invece essere un giudice a stabilire - anche sulla base di una causa avviata dalla Cooperativa Condomini - a stabilire di chi sono quei terreni e, una volta arrivati a sentenza, valutare le conseguenze anche in termini risarcitori nei confronti delle parti coinvolte.
Intanto continuano a fioccare esposti che prendono di mire imprese e amministrazione comunale la quale, con il sindaco Michele Silicani, respinge con forza ogni accusa del consigliere Stagi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
