Il Tirreno

Versilia

La Procura non fa appello a Mallegni «C’è la prescrizione»

di Corrado Benzio
La Procura non fa appello a Mallegni «C’è la prescrizione»

Decisione clamorosa a Lucca. Solo i difensorsi dei tre condannati (Mallegni, Buratti e Baldini) fanno appello

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PIETRASANTA. E’ ufficiale. La Procura della Repubblica di Lucca non ha presentato appello alla senteza comminata dal Tribunale al al cosiddetto processo Mallegni.

Una decisione che era nell’aria ma che ieri ci è stata ufficializzata dal sostituto procuratore dottor Salvatore Giannino. Niente appello contro Mallegni ma anche contro Alfredo Benedetti & c.

La motivazioni di una decisione tanto clamorosa è che – avevamo anticipato qualc osa nei giorni scorsi – ha già suscitato sconcerto in Pietrasanta.

«E’ stato deciso di non fare ricorso in appello – spiega il pubblico ministero impegnato anche nella strage di Viareggio – perchè alcuni reati sono andati in prescrizione ed altri, prevedendo che oltre l’Appello si vada in Corte di Cassazione, ci finiranno nel corso del tempo. La giustizia ha dei costi. In questo caso i benefici sarebbero stati molto inferiori ai costi. Da qui la decisione della Procura di non presentarsi in Appello».

Un processo di appello che comunque si terrà in Tribunale a Firenze, perchè i condannati (in tutto tre) hanno interposto appello.

Ma chiediamo al dottor Giannino come si spiega la sua richiesta di una condanna ad 8 anni per il principale imputato – l’ex sindaco Massimo Mallegni – ed il fatto che oggi la Procura non presenta appello?

«Io credo ancora, sulla base delle risultanze dell’indagine e del processo – commenta Giannino – che Mallegni e gli altri imputati fossero colpevoli. Detto questo la decisione presa di non presentare appello è legata ad una questione di prescrizioni imminenti».

I condannati al termine di un processo conclusosi il 3 aprile scorso (l’indagine risaliva al 2005, la retata di arresti, 13 tutto, fu fatta all’alba del 31 gennaio 2006), furono tre.

Massimo Mallegni è stato condannato per corruzione impropria (il famoso viaggio a Venezia con l’industriale lucchese Giuliano Baldini), per la violenza privata nei confronti di alcuni vigili urbani e per l’abuso d’ufficio legato alla famosa vicenda del divieto di sosta all’hotel la Bitta, fatto installare per favorire l’hotel di Mallegni.

Per la vicenda della Bitta è stato condannato il comandante facente funzioni dei vigili urbani, RobertoBuratti. Al quale è arrivata la condanna anche per la violenza privata nei confronti dei vigili urbani.

Infine, il terzo condannato è Giuliano Baldini per la corruzione impropria. Per la giuria di Lucca, guidata dal dottor Valentino Pezzutti, Baldini invitando all’hote Gritti il sindaco era stato il corruttore. Anche se, come è noto, quel soggiorno veneziano nei giorni del Carnevale, era stato pagato a Baldini dalla direzione del Casinò, come spesso capita ai grossi giocatori di roulette e chemins de fer.

Naturalmente Baldini, Mallegni e Buratti hanno interposto appello alla sentenza lucchese. Da segnalare che al di là della prescrizione, la mancata presenza della Procura della Repubblica, significa che il Tribunale d’appello a Firenze non potrà peggiorare le pene comminate ai tre imputati in primo grado.

Resta poi un altro strascico legato al processo Mallegni. Il risarcimento danni ai vigili urbani di Pietrasanta – tutti parte civile in primo grado –che avrebbero subito le angherie da parte di Mallegni in primis e di Buratti (la sentenza lo descrive come sottomesso alla decisioni del sindaco) i seconda battuta.

Quando inizierà l’appello? A questo punto di immagine una prima udienza la prossima primavera.

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