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Per Pioppogatto 180mila euro di lavori
La richiesta di “Vera” ai Comuni della Versilia. L’assessore Dalle Mura (Camaiore): Garruto mette tutto in conto agli Enti
MASSAROSA. Centosettemila euro di lavori all’impianto di Pioppogatto con una tempistica a ieri, come indicata nelle comunicazioni intercorse tra “Versilia ambiente Srl” al Consorzio ambiente Versilia. Capire se i lavori siano stati eseguiti o meno non è semplice, anche perché sull’impianto di Pioppogatto, l’emergenza rifiuti, ed i lavoratori ex Veolia da occupare è sceso un imbarazzante silenzio. Quello che si apprende, dai conti che Cav e “Vera” si sono scambiati, per esempio, è che rimettere in funzione l’impianto di Pioppogatto è necessario spendere, e non poco, perfino per il sistema antincendio: 7mila euro - si legge nei conti presentati da “Vera” - «per verifica e manutenere», sia per quanto attiene «i presidi fissi che per quelli mobili». Ai 107mila euro calcolati da Cav, “Vera” oppone i propri conti che fanno lievitare la spesa fino a 180mila euro, Iva compresa. Un batti e ribatti di comunicazioni e cifre, mentre Pioppogatto resta utilizzato - fino a questo momento - come maxi piazzola per i rifiuti che continuano ad andare nelle discariche della Toscana. E mentre i lavoratori ex Veolia attendono di conoscere quale sarà il loro destino, nonostante le promesse dei sindaci di tutti i sette Comuni della Versilia.
«Quella che si sta creando a Pioppogatto è una situazione imbarazzante». A parlare così è Davide Dalle Mura, assessore all’ambiente del Comune di Camaiore. «Mi sembra che ci sia l’intenzione di fare il meno possibile», punta il dito con forza Dalle Mura, «in vista della gara che nel 2013 dovrà affidare il servizio di smaltimento rifiuti di tutto l’Ambito territoriale ottimale». Un bando - racconta l’assessore della Giunta Del Dotto - «da 5 miliardi di euro in 5 anni, al quale si sta lavorando con cinque persone negli uffici di un appartamento di Livorno!». Un bando - questo l’allarme che arriva da Dalle Mura - « che non supera la politica degli inceneritori, ma anzi penalizza Comuni come quello di Capannori che hanno spinto la raccolta differenziata fino all’80%». Insomma - mette le mani avanti l’assessore camaiorese - «ci ritroveremo la politica del “vuoto per pieno” che tanti danni ha fatto in Versilia nella gestione dell’impianto di Falascaia, in maxi scala nell’appalto regionale distribuito su quattro province».
È in questo clima che si inserisce il futuro prossimo di Pioppogatto: «La società “Vera”, dell’amministratore delegato Francesco Garruto - continua Dalle Mura - continua a rimandare gli interventi mentre chiede continui nuovi costi. Perfino la spesa per il software di gestione dell’impianto viene messo in conto ai Comuni! Ai quali Garruto manda il conto di tutto».
Cosa ne pensino gli altri Comuni non è dato saperlo. Così come non si capisce quale sarà il costo totale dello smaltimento. Perché i 138 euro a tonnellata sono stati calcolati - è bene ricordarlo - in base all’accordo fatto in Provincia per cui a Pioppogatto saranno conferiti rifiuti anche da altri Comuni della Versilia. «Al momento - così il quadro della situazione disegnato dal Dalle Mura - di certo abbiamo solo 5mila tonnellate da Barga...».
La domanda è inevitabile: in tempi di crisi come questi è possibile che non sia interesse primario dei Comuni vigilare affinché il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in Versilia non costi come l’oro?
Falascaia. La musica non cambia se da Pioppogatto ci spostiamo a Falascaia, nell’ex inceneritore oggi chiuso in attesa che il Piano provinciale dei rifiuti dica che se ne farà. Intanto anche questo impianto è in mano a “Vera”. Che ai Comuni di Pietrasanta, Seravezza e Viareggio, ha chiesto 40mila euro di interventi: dai servizi anti intrusione, allo smaltimento dei rifiuti trovati all’interno, trasporto degli stessi, pulizie e lavaggi. «Depositati a terra - si legge nella comunicazione di “Vera” - sono presenti rifiuti di varia natura, anche con etichettatura di pericolosi, derivanti dalla precedente gestione». “Vera” elenca i rifiuti che necessitano di immediato allontanamento: sacchi contenenti lana di roccia, oli esausti, bombole di ga compressi, carbone attivo, flocculante. «Nell’area - scrive “Vera” - insistono nche stoccaggi di prodotti chimici di varia natura, come ammoniaca, soda caustica, acidi, flocculanti, ecc. contenuti in cisterne non perfettamente a tenuta».
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