Il presidio
I balneari si fanno sentire al salone
Si parla di demanio, presidio in sala: «Ci credete già morti, ma vi sbagliate»
VIAREGGIO. «Non dovete arrestare noi, quella è la sorte che tocca ai criminali. Noi siamo qui per difendere le nostre imprese». Rodolfo “Foffo” Martinelli, ancora una volta, è la punta avanzata della protesta dei balneari contro la messa all’asta delle spiagge. Protesta che ieri mattina è andata in scena al salone nautico di Genova, dove gli stabilimenti avevano organizzato in quattro e quattr’otto un presidio.
L’obiettivo era far sentire la propria presenza al padiglione dove si teneva l’incontro sul demanio marittimo. Un confronto con tanti interventi, ma che per i bagni aveva un solo e unico punto chiave: il destino delle migliaia di imprese balneari, oltre 400 solo in Versilia, che dal 2016 verranno inghiottite dalle aste delle concessioni.
La manifestazione, a cui hanno partecipato un centinaio di imprenditori, è stata ancora una volta vibrante ma corretta: la polizia, intervenuta per proteggere la sala, si è limitata a far capire ai balneari che dovevano stare buoni. A quel punto “Foffo”, cuore e anima della battaglia del popolo in canotta rossa, ha chiarito alle forze dell’ordine di essere tutt’altro che un criminale.
Ma qual è il punto della situazione? Luciano Monticelli dell’Anci si è arrabbiato, e molto, col governo, accusandolo apertamente di aver preso finora in giro i bagni. Evitando di presentare loro quella bozza di decreto sulle spiagge che - è il segreto di Pulcinella - circola da tempo nei palazzi romani. È forse la sua la reazione più vigorosa rispetto a un attegiamento, quello del ministro Piero Gnudi, che ha lasciato sconcertati sindacati e imprenditori.
Meno sconcertati, invece, sono apparsi alcuni politici, a partire dall’assessore emiliano Massimo Melucci e dal responsabile del Pd per il turismo Antonio Cirillo, che hanno invitato Gnudi a proseguire su questa strada. Ed è proprio con il Pd, Regione compresa, che i balneari vogliono avere adesso il confronto più diretto. «Se in Versilia esponenti democratici di spicco come il segretario Alberto Corsetti e il sindaco di Forte Umberto Buratti criticano il loro partito e dicono no alle aste - afferma Emiliano Favilla del Comitato dei bagni - è bene che facciano seguire i fatti alle loro parole».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google