Cartelle Ici illegittime Condannato il Comune
Accolti dalla Commissione tributaria provinciale i primi ricorsi per l’imposta su terreni con ruderi considerati dall’amministrazione edificabili
STAZZEMA. Per ora sono otto i cittadini che non dovranno pagare l’Ici, l’imposta comunale sugli immobili oggi sostituita dall’Imu. Ma potrebbero presto diventare di più, almeno un centinaio se l’iter giudiziario andrà avanti come previsito.
Lo ha stabilito la Commissione tributaria della Provincia di Lucca alla quale si erano rivolti, l’anno scorso, otto cittadini a cui era stato chiesto di pagare l’Ici, con gli arretrati dal 2007, per i loro fabbricati classificati come collabenti, cioè immobili crollati o ruderi, strutturalmente inagibili. Si parla di cifre che vanno, per ciascun contribuente, da 700 fino a più di mille euro. Ognuno di loro ha presentato un singolo ricorso, come prevede la legge italiana, e i primi due hanno già avuto ragione.
La Commissione tributaria ha accettato il ricorso principalmente per due ragioni. La prima è che il Comune di Stazzema ha stabilito che i fabbricati collabenti devono essere soggetti a Ici (e dal 2012 a Imu) poiché dal 2011 lo stesso Comune le ha dichiarati edificabili. E infatti nella sentenza si legge che «le unità collabenti possono essere considerate fabbricabili solo dopo l’approvazione della Delibera della Giunta Comunale n. 26 del 29 marzo 2011». Quindi per i giudici i cittadini non devono anzitutto nessun arretrato Ici al Comune. In secondo luogo, è stato considerato valido il ricorso anche per quanto riguarda il pagamento dell’Imu. Questo perché il parametro della rendita catastale dei fabbricati collabenti, che ha stabilito il Comune di Stazzema, è stato considerato un valore troppo elevato rispetto alle rendite di mercato. Per esempio al signore Moscardini Aurelio, proprietario fino al 2009 di un rudere a Pian di Lago (località di Terrinca), che ha vinto il ricorso, è stata applicata una rendita catastale di 67,50 euro. Un valore «eccessivo – si legge sulla sentenza - rispetto a euro 100 al metro quadrato quale valore attribuito dal Comune alle aree edificabili in zone residenziali, nonché al valore delle aree fabbricabili ubicate a Marina di Massa, concordato in euro 76». Infatti i fabbricati in questione sono per la maggior parte ruderi o edifici strutturalmente inagibili, che si trovano in zone di montagna, o anche all’interno del Parco delle Alpi Apuane. Altre due sentenze sono attese il 22 novembre. Ed anche per questi ricorsi si prospetta un risultato simile a casi già risolti dalla Commissione tributaria. Perchè il sistema adottato dal Comune è sempre stato il solito. Per determinare il parametro catastale gli uffici hanno utilizzato il valore di rendita di un garage «contravvenendo - si legge nella sentenza - ad ogni logica di mercato tenuto conto della natura e dell’ubicazioni dell’area». Da parte sua il Comune di Stazzema potrebbe ricorrere in appello alla Commissione tributaria regionale di Firenze, anche se per questi otto casi non si è costituito neppure parte civile. Una notizia che è stata accolta positivamente dai primi due cittadini arrivanti a sentenza e che tuttavia potrebbe provocare una reazione a catena: ci sono molti che invece di rivolgersi ai giudici hanno pagato le somme che gli sono state richieste. La stima è di almeno un centinaio di casi che ora potrebbero decidere di chiedere indietro i soldi al Comune.
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