Il presidio
La Corte dei Conti: bilancio salvato dai soldi della strage
La nuova relazione lo scrive nero su bianco per quanto riguarda quello 2011 Nelle casse dell’ente le cose vanno meglio grazie al piano di risanamento
VIAREGGIO. Il Comune di Viareggio chiude il rendiconto 2011 con un avanzo di amministrazione «anche se, dal punto di vista sostanziale, la situazione amministrativa si presenta ancora negativa stante l’esigenza di apporre vincoli». La Corte dei Conti torna ad occuparsi del bilancio del Comune oggi commissariato e lo fa con una lunga relazione dal titolo “Verifica sulla sana gestione finanziaria, anno 2010”.
Relazione nella quale c’è un’unica certezza: «Solo nel 2011 l’Ente, mediante l’impiego di risorse straordinarie derivanti dalla riduzione del capitale sociale in esubero della società partecipata Viareggio patrimonio ed il rimborso della compagnia assicuratrice per i danni al patrimonio a seguito del disastro ferroviario è in grado di ripianare il disavanzo formale». Come denunciato a suo tempo dai familiari delle vittime della strage del 29 giungo 2009, che sfilarono anche per le strade della città in segno di protesta, se a Viareggio non fosse esplosa una cisterna carica di Gpl portandosi via 32 vite e seminando feriti, distruzione e lutti, il bilancio dell’amministrazione di centrodestra guidata da Luca Lunardini, che oggi si appresta a ricandidarsi, non sarebbe mai stato ripianato. Questa è la verità. Scritta nero su bianco a pagina 155 delle nuova voluminosa relazione delle Corte dei Conti.
Ma non è questo l’unico passaggio legato alla strage di tre anni fa cui fa riferimento la Corte. Era infatti rimasta da definire la questione dei finanziamenti per il sottopasso di largo Risorgimento che dovrà sostituire la passerella sopra i binari distrutta la notte della tragedia: «L’Ente a riguardo precisa - scrive la Corte - che non avendo prontamente destinato la quota parte del rimborso per la costruzione del sottopasso ferroviario, su sollecitazione della Sezione (della Corte dei Conti, nd) ha proceduto a stanziare gli specifici fondi per la realizzazione dell’intervento nell’ambito del bilancio 2012, garantendone la copertura finanziaria con risorse proprie già disponibili».
Ciò detto - prosegue la relazione della Corte - «anche se la situazione amministrativa dal punto di vista sostanziale si presenta alla chiusura del 2011 ancora negativa, l’Ente attiva un processo di copertura del formale disavanzo di amministrazione per l’intero ammontare, evitando in tal modo l’adozione del piano di rientro pluriennale, anche se ammesso dalla legge. Disavanzo così quantificato: 6.461.149,12 nel 2008, 5.842.409,43 nel 2009, 6.233.522,04 nel 2010. Ma «un affaccio alla gestione 2011 permette di riscontrare che la linea di tendenza per il risanamento dei conti, intrapresa nel 2010, è confermata per il successivo biennio».
Perché tutto proceda come indicato dalla Corte, che per la seconda volta evita di usare la scura sul Comune di Viareggio e sull’amministrazione Lunardini, ci sono alcune prescrizioni che devono essere messe in atto da qui a sei mesi. Iniziando dall’«impiego di misure strutturali per ricostituire gli equilibri di bilancio di parte corrente«, continuando con la «corretta contabilizzazione delle somme iscritte nell’ambito del servizio per conto terzi e la verifica delle motivazioni del mantenimento a residui di ingenti somme al 31 dicembre 2010».
La Corte chiede che il Comune si faccia carico dell’«attuazione di politiche strutturali colte al contenimento dello stock del debito, riducendo il ricorso la mercato finanziario» e metta in atto «operazioni specifiche di riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi».
La Corte dei Conti si riserva «di valutare i risultati del piano di risanamento in sede di verifica delle misure correttive». Insomma, la vigilanza resta alta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
