Il presidio
Aggredita alla Casa delle donne L’uomo si presenta: voglio sesso
L’episodio è accaduto nel primo pomeriggio di mercoledì nella struttura ai margini della pineta La vittima è una volontaria che segue le donne che hanno subito violenze o episodi di stalking
VIAREGGIO. Aggredita mentre svolge il suo turno di volontariato al servizio di altre donne che hanno subito violenze o stalking. È accaduto mercoledì pomeriggio, intorno alle 16, nella sede della "Casa delle donne", al Marco Polo.
Un uomo, giovane e italiano, dalle caratteristiche fisiche ben riconoscibili, si è presentato suonando il campanello. L'operatrice ha aperto perché attendeva una donna che aveva un appuntamento proprio a quell'ora. Ma si è trovata di fronte l'uomo che in un primo momento ha spiegato di aver subito violenza e di voler ricevere assistenza. La donna ha capito subito che qualcosa non andava. Ha chiesto all'uomo di attendere perché non era sola e doveva terminare di occuparsi del caso che stava esaminando. A quel punto l'uomo si è "scaldato" e ha mostrato le proprie intenzioni cercando di forzare l'ingresso: «Questa è una casa per donne e io voglio fare sesso, voglio violentare una donna...», così la ricostruzione degli attimi concitati. Nei quali l'operatrice volontaria è riuscita prima a a mettere un piede tra porta e muro, poi a spingere con forza la porta, chiudendola in faccia all'uomo che ha perso l'equilibrio sullo scivolo per i disabili.
«L'intenzione era chiaramente quella di avere un rapporto sessuale», spiega Ersilia Raffaelli, responsabile della Casa delle donne dalla quale, nel 2011 sono passate 112 donne, cui si sommano le 65 da gennaio a giugno 2012.
La sensazione - ed è questo che più spaventa nel racconto delle operatrici - è che l'aggressore sapesse esattamente cos'è la Casa delle donne, quali servizi offre e dov'è.
Secondo le forze dell'ordine - sul posto intervenuti i carabinieri comandanti dal maggiore Andrea Pasquali, ma del caso si occupa anche il commissariato di polizia diretto da Rosaria Gallucci che ieri si è occupata personalmente di quanto accaduto - si è trattato dell'azione di una persona con problemi di tipo psichiatrico.
Ieri mattina si è tenuto un incontro tra i responsabili della struttura e gli esponenti delle forze dell'ordine: «Il problema è sempre quello delle pineta e delle condizioni di scarsa sicurezza», spiega Ersilia Raffaelli. Intenzionata a chiedere al Comune un incontro per chiedere una maggiore vigilanza, più illuminazione, un videocitofono, maggiore pulizia del verde tutto intorno alla Casa diventata punto di riferimento per l'assistenza psicologica, legale e non solo rivolta a tutte le donne che subiscono qualsiasi forma di violenza in un Paese occidentale ed evoluto solo sulla carta come è l'Italia che conta 90 donne uccise da inizio anno.
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