Il Tirreno

Versilia

I Fontana non vendono più la Salov

Anzi puntano ad aumentare la produzione a Massarosa e di comprare nuovi marchi nel food Made in Italy

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MASSAROSA. Finalmente una buona notizia per l’economia della Versilia, ma soprattutto per il Made in Italy.

I Fratelli Fontana, stirpe imprenditoriale lucchese, non vendono più la Salov. Anzi hanno deciso di espandersi: sia per linee interne che per linee esterne. Ovvero aumentando la produzione nello stabilimento di Massarosa, ma anche puntando a nuove acquisizioni, non solo nel settore dell’olio ma in genere nel food legato al made in Italy.

Una sorta di rivoluzione quella annunciata lunedì in un comunicato del cda dell’azienda che ha sede a Massarosa. Sopratutto alla luce della decisione presa circa un anno fa, quando i fratelli Fontana decisero di affidare a Mediobanca, l’incarico di cercare un compratore per l’azizenda in mano loro da 4 generazioni.

Oggi invece tutto cambia. L’azienda non si vende più, anzi si rafforza.

Ma la novità non sta solo qui. La Salov (la sigla sta per Società anonima lucchese olii e vini) ha da ieri un nuovo amministratore delegato. Si tratta di Massimo Saracchi. Il nuovo ad ha 54 anni ed un lunga esperienza in materia.

E’ stato per 21 anni alla Procter and Gamble, celebre multinazionale americana specializzata nei prodotti per la pulizia e poi 4 anni nel gruppo Marcolin, famoso per la produzione di montature per occhiali con importanti licenze nel campo del Made in Italy.

Con l’ingresso di Saracchi, i fratelli Alberto, Pierluigi ed Antonio Fontana si spogliano di qualsiasi delega operativa, restando solo nel ruolo di azionisti della società.

Da ricordare che oggi Salov è l’unico gruppo privato italiano presente nel mondo dell’olio d’olva. Dopo che Carapelli è passato ad una multinazionale spagnola e da tempo Bertolli non è più italiana, i Fontana hanno saputo tenere l’azienda nelle loro mani.

Il 2011 si chiude con un fatturato importante, circa 300 milioni di euro ed un ebitda di 20 milioni, leggermente inferiore a quello 2010, a causa di «costi straordinari non ripetibili sostenuti nel passato esercizio».

Grosse cifre per l’aziendache detiene due marchi importanti. L’olio Sagra e il l’olio Berio, quest’ultimo un marchio di extravergine presente in 60m paesi nel mondo e con una forte presenza negli Stati Uniti.

I Fontana tentarono alcuni anni fa di acquisire anche il marchio Bertolli. Sarebbe stato un significativo ritorno a casa, dopo che la gloriosa azienda era fuggit da Lucca.

Ma il costo del marchio (e solo quello) viaggiava sui 200 milioni di euro e i Fontana furono costretti a cedere il passo al solito grutto spagnolo che prese un’etichetta che una re cente battaglia legale aveva visti sparire anche la dicitura «olio di Lucca». Visto che non si faceva più niente nello stabilimento sulla autostrada, i produttori italiani fecero causa e la vinsero.

Oggi sembra che Salov dopo avere rischiato di diventare una sezione di multinazionale, sembra voglia implementere produzione e fatturati.

Produzione tramite lo stabilimento di Massarosa, ma ahche allargare il campo a prodotti dell’alimentare di qualità italiano.

Non a caso, prendiamo proprio l’esempio Bertolli, con quel marchio sono stati fatti dei prodoti alimentari come la bruschetta, con tanto di spot girati in Toscana per gli Usa con l’attrice OIscar Marisa Tomei (uno anche in Versilia nella cucina dell’enoteca Marcucci).

Oggi la produzione totale della Salov è

pari a 120 milioni di litri, due terzi dei quali suddivisi fra il marchio Sagra, presente sul mercato italiano da oltre 40 anni, e con il marchio Berio.

IFontana vogliono andare oltre. Lo scorso anno il gruppo ha aperto a Singapore e ora conta di sbarcare in Brasile (uno dei paesi del Bric dove altre aziende nostrane puntano molto, a partire da Azimut-Benetti), e in Canada.

«Autonomia gestionale espansione e crescita – afferma il gruppo – sia sui mercati esteri che su quello domestico restano gli obbiettivi primari di una strategia di sviluppo che vedrà il passaggio con ampie deleghe gestionali dagli azionisti al nuovo management. Ma sempre con una attenta presenza della famiglia Fontana nel segno della continuità azienda».

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