Il presidio
L’Ente pubblico non è un bancomat: altolà alle società
VIAREGGIO. «Il Comune sa ben poco delle attività che vengono svolte dalle società partecipate». Parole dure, quelle del commissario prefettizio, nei confronti della “galassia” partecipate: sette più...
VIAREGGIO. «Il Comune sa ben poco delle attività che vengono svolte dalle società partecipate». Parole dure, quelle del commissario prefettizio, nei confronti della “galassia” partecipate: sette più due fondazioni le più importanti perché “controllate” direttamente dall’ente pubblico. Galassia che arriva ai giorni nostri dritta dritta dai dieci anni di amministrazione Marcucci. «Il Comune viene considerato una specie di bancomat», tuona Mannino: «Questo è un concetto che dovrà essere abbandonato. Della gestione delle società i relativi consigli di amministrazione dovranno rendere conto. Vale per le società così come per le Fondazioni».
A tenere i rapporti tra amministrazione e società partecipate - ricorda il commissario - «c’è in Municipio un ufficio costituito da un funzionario che ha chiesto per anni carte mai avute». Evidentemente, questa è la riflessione, alla politica tutta quanta è andava benissimo così. Tanto che anche “il Tirreno” ha più volte cercato di avere accesso alle carte di partecipate e Fondazioni trovandosi di fronte ad una e vera e propria missione impossibile.
Per cambiare rotta, Mannino assicura di voler rinforzare l’ufficio destinato «all’esame e al controllo delle società partecipate». Con la speranza che, pur rafforzato, l’ufficio (a costo zero, precisa il commissario) non si trovi di fronte al solito muro di gomma.
Ancora per quanto riguarda il controllo delle attività dell’Ente pubblico, Mannino annuncia di voler recuperare l’attività dell’ufficio di controllo gestione del Comune: «Ci doteremo dell’organismo esterno di valutazione - spiega il commissario - stanziando la cifra che già era disponibile, pari a 18mila euro». Per scegliere gli esterni che dovranno dare i “voti” al Comune «sarà effettuata una selezione pubblica per tre persone».
Ma non finisce qui il “j’accuse” di Mannino in merito all’attività delle società partecipate: «Per fare quadrare il bilancio stiamo cercando di recuperare grosse sacche di evasione. E di questo c’è qualche società che dovrà renderne conto».
Insomma, tempi duri per la galassia che tanto ha fatto discutere, tra l’era di “assuntopoli” (amministrazione Marcucci) ed i tagli annunciati dell’amministrazione Lunardini. L’idea di Mannino sembra quella di consegnare a chi governerà nel 2013 la sforbiciata almeno dei costi per le società. Ma non a partire dai tanti presidenti che rimangono, al momento, tutti al loro posto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
