Il Tirreno

Versilia

Un Fondo di investimento per il porto

di Donatella Francesconi
Un Fondo di investimento per il porto

Riccardo Cima illustra il programma per la città pensato da un gruppo di imprenditori di settori economici diversi

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VIAREGGIO. Un documento che nasce da un confronto «avviato con alcune persone del Partito democratico e altre di Sinistra ecologia e libertà». Così Riccardo Cima spiega la proposta che un gruppo di imprenditori mette sul campo del confronto pre-elezioni amministrative del 2013. Proposta che il Tirreno ha anticipato ieri, a grandi linee. «In città non si discute di niente. Di contro, invece, tutti vogliono far il candidato sindaco. Quello che ci si siamo proposti è esattamente il contrario: prima le idee e poi si individui il soggetto che le può portare avanti. Per dare un sogno ai viareggini e un futuro ai nostri figli».

Ripartendo - su questo Cima è netto - «con forte investimenti pubblico da cui passa il rilancio dell’economia. E che si sfori il patto di stabilità, come sostiene il sindaco di Torino, Piero Fassino». Investimenti pubblici che attirano i privati: questa la “chiave” di svolta nel programma degli imprenditori che si sono confrontati con Cima in questi mesi. A cominciare dal porto: «Via Coppino da prolungare, il vecchio Mercato ittico, il Triangolino, la Viareggio porto con le sue concessioni. Tutto dentro un contenitore societario per un progetto di sviluppo e qualificazione. Per arrivare a creare, per esempio, un’area che sia di approdo e divertimento». Come realizzare tutto questo è presto detto: «Il pubblico progetta e trova un investitore privato serio. Un Fondo di investimento straniero, per esempio, che viene a Viareggio e rilancia economicamente e culturalmente la città».

Il ruolo dell’Ente pubblico, dunque, come «stimolo agli investimenti». Mettendo sul tavolo «un progetto politico serio, una classe politica determinata e tempi certi». Solo così si avrà una «internazionalizzazione di Viareggio» che è necessaria per uscire dal tunnel di una crisi che a fine stagione presenta conti salatissimi.

Al centro di questo percorso, continua Cima anticipando alcune perplessità, «ci sta il sociale». Alle cui esigenze si fa fronte «solo rilanciando l’occupazione».

Lo stesso meccanismo che Cima immagina per il porto, il programma lo prevede per il Centro congressi, rilanciato come «cerniera della città».

Certo. Del programma che circola in bozza anche tra le forze politiche, come conferma lo stesso Cima, alcuni aspetti non mancano di far discutere: come quello di un Carnevale “confinato” in quindici giorni. Cima difende questa proposta: «Così come’è è troppo lungo e costoso. E non esiste che i carristi lavorino due mesi e guadagnino per tutto l’anno. Io dico: lavori due mesi? Va bene: per il resto dell’anno tieni pulita la pineta, per esempio...Non credo che Viareggio debba essere prigioniera dei carristi e dei balneari».

Balneari sui quali grava la certezza delle aste: Ma siamo sicuri che sarà davvero peggio?» afferma provocatoriamente Riccardo Cima.

Il confronto tra i promotori della bozza di programma (ma alcuni dei nomi della “cena dei 66” del novembre scorso, tra i quali Paolo Vaglio e Massimo Rebecchi, sembrano intenti ad organizzarsi per fare altro in vista delle elezioni) ed il Partito democratico è confermato dalle parole di Stefano Maestrelli che a quella cena prese la parola: «Nel testo si ritrovano spunti miei, che ho poi consegnato al segretario Glauco Dal Pino per costituire i primi elementi del nostro programma. Ma anche elementi mutati rispetto al ragionamento che avevo impostato».

Che al ragionamento del gruppo che si ritrova con Cima, però, il Pd guardi con attenzione lo sottolinea ancora lo stesso Maestrelli. Che, parlando della Conferenza programmatica che il Partito democratico ha fissato per il 20 settembre, si esprime così: «Anche Cima e Alessandro Augier se lo vorranno potranno intervenire. Non è che serve la mostrare la tessera per farlo».

Il documento reso noto dal “Tirreno” - conclude Cima - «deve essere un primo e sicuramente incompleto sforzo di analisi e di dibattito sul futuro di Viareggio, da discutere con le forze politiche, con le categorie economiche, con i sindacati e - fondamentale - con il tessuto sociale e produttivo della città. Sarà nostro compito e nostra ambizione - assicura Riccardo Cima - farne strumenti di confronto ed i iniziativa vasta e condivisa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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