Il Tirreno

Versilia

I 530 avvocati versiliesi contro Monti

di Donatella Francesconi
I 530 avvocati versiliesi contro Monti

Il governo ha cancellato il tribunale. Entro un anno e mezzo processi a Lucca. Carloni (Camera penale): pronti alla rivolta

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VIAREGGIO. Cancellato. Insieme al altre 219 sezioni distaccate dei Tribunali d’Italia. Ieri, all’ora di pranzo, il Consiglio dei ministri ha detto la sua. E da qui ad un anno e mezzo (18 mesi) impiegati e giudici traslocheranno da Viareggio, direzione Lucca. Dove, negli uffici giudiziari di via Galli Tassi, si dovrà fare spazio ai colleghi e alle pratiche in arrivo. Il Governo ha ignorato - è la reazione dell’avvocato Riccardo Carloni, presidente della Camera penale di Lucca - «i pareri delle commissioni giustizia di Senato e Camera». Entrambe le commissioni avevano definito una serie di parametri con i quali “misurare” le sezioni distaccata da salvare. Ma - aveva sottolineato pochi giorni fa, sul “Tirreno”, la senatrice del Pd, Manuela Granaiola - «nel passaggio dal Senato alla Camera era sparito l’elenco delle sezioni che non avrebbero dovuto finire sotto la scure del Governo. Un segnale che avevo definito preoccupante, fin da subito. Purtroppo la decisione del consiglio dei ministri dice che facevo bene ad essere preoccupata».

Parla di «brutto segno e danno grosso», Luca Lunardini, sindaco di Viareggio negli ultimi quattro anni: «Brutto segno del fatto che la politica in genere non ha più capacità di influenzare le scelte del Governo centrale».

Nei giorni scorsi si era tenuta proprio nell’aula dedicata al giudice Domenico Cupido un’affollata assemblea degli avvocati. La Versilia ne conta 530 (sui 1.200 circa di tutta la provincia di Lucca), senza considerare praticanti, procuratori e patrocinatori. Il messaggio inviato a Roma, e rivolto alle commissioni giustizia del Parlamento, era stato chiaro: la sezione distaccata di Viareggio ha un bacino di utenza di 170mila abitanti, che in estate sono più di 500mila; un territorio di 360 chilometri quadrati; rappresenta una realtà socio-economica importante e del tutto peculiare (cantieristica, turismo, manifatturiero, lapideo, florovivaismo, cultura). Il numero degli organici la pone in seconda posizione in Italia per il numero dei magistrati (sei togati e sei onorari); ha una produttività molto elevata (106,3% sono i processi definiti rispetto a quelli sopravvenuti nel 2010); ha un carico di lavoro, per i processi sia nel settore civile che in quello penale, superiore a quello di tanti altri tribunali provinciali che non saranno soppressi.

Fare la fotografia di una realtà quotidiana, però, non è servito a farsi ascoltare e a salvarsi. «Questa decisione - continua Carloni - è un atto di forza politica e istituzionale. Oltre che un insulto per chi ha lavorato affinché la Versilia avesse una propria sede giudiziaria». A cominciare dal senatore socialista Paolo Barsacchi che di Carloni era zio. «Con enorme, profondo dispiacere ho appreso la decisione di cancellare gli uffici giudiziari della Versilia, senza tenere in alcun conto le oggettive ragioni contrarie esposte dagli Ordini professionali, dalla Camera penale, dai parlamentari e dalle commissioni giustizia delle Camere, ragioni condivise anche da molti magistrati. Si deve constatare che sul piano più generale la Versilia, che ambiva ad essere Provincia e ad avere un autonomo Tribunale (magari anche la Sezione distaccata della Corte daAppello), si vede cancellata dalla geografia giudiziaria. Quanto ai Giudici di pace in nessuna considerazione è stata tenuta la volontà dei sindaci di farsi carico delle relative spese. Quanto alla Sezione distaccata di Viareggio (seconda per carico di lavoro e numero di magistrati in Italia), nemmeno è valsa la fondata ragione che le spese di trasferimento e nuova sede a Lucca, saranno con certezza un aggravio e non un risparmio di spesa. Oggi è una giornata nera non solo pere i 530 avvocati della Versilia, ma per tutti i cittadini che si vedono negato il Giudice di prossimità, in particolare nell'esercizio della giurisdizione penale. State certi che, comunque, lotteremo per far rivedere questa decisione e conservare il Tribunale di Viareggio, esempio di efficienza e perfino di indubbio valore sul piano architettonico e logistico».

Era il 10 marzo 1617 - ricorda Carloni - quando a Viareggio venne insediato il Commissario della Foce che aveva attribuzioni in materia di giustizia civile e penale: «Ed era il 26/12/1801 quando Viareggio divenne sede del Tribunale di Prima istanza del "Circondario del Littorale". EÈ veramente un paradosso che un Governo della Repubblica fondata sul rispetto del decentramento delle autonomie locali, cancelli quanto era stato mantenuto per secoli anche in fasi storiche autoritarie e non certo improntate al regime democratico. Tutto ciò induce domande inquietanti…».

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