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Soldi portati a S. Marino, sequestrato un cantiere
Secondo la Finanza due imprenditori avrebbero sottratto al Fisco 70 milioni arricchendosi e investendo in gare offshore. Stop a imbarcazione e mezzi
VIAREGGIO. Una maxi-evasione fiscale da 70 milioni di euro. Grazie alla quale avrebbero creato un team di motonautica in grado di competere, con l’imbarcazione Seven Eleven, al mondiale offshore classe 1.
È questo il risultato di un’indagine - lunga più di un anno - della Guardia di finanza viareggina. Che ha portato all’accusa di riciclaggio nei confronti degli imprenditori Giovanni Giorgi, residente a Montecatini Terme ma con interessi in città, e Francesco Misso, anche lui di casa in Valdinievole ma a Viareggio per lavoro.
Giorgi e Misso sono accusati anche di frode fiscale: con loro sono state denunciate altre 6 persone, tra cui Nicola Giorgi, pilota del Seven Eleven e figlio dell’imprenditore.
«Usava i soldi degli sponsor». Secondo le Fiamme gialle, Giorgi avrebbe creato una rete di società fittizie che sovrafatturavano la pubblicità, in occasione di grandi eventi sportivi, anche internazionali. In questo modo si ingigantivano i costi e, di conseguenza, si abbattevano le tasse da pagare. Riciclando poi il denaro sottratto a tassazione.
Per gli inquirenti, infatti, Giorgi e Misso - quest’ultimo considerato un prestanome - facevano viaggiare i soldi con una triangolazione tra la Versilia, la Romagna e San Marino, noto paradiso fiscale. Ingrassando i propri conti e investendo denaro, appunto, nella squadra Giorgi offshore. Sarebbero ben 27, infatti, i milioni di euro rintracciati nei conti sammarinesi.
Il meccanismo. In pratica le 5 società con domicilio fiscale in Toscana, di cui 3 a Viareggio (la Phoenix srl, la Blue spirit srl e la Giorgi offshore srl) emettevano fatture per le sponsorizzazioni. Le società con sede in Romagna pagavano queste fatture, ma a cifre maggiorate: parte dei soldi venivano effettivamente usati per le pubblicità, ma la fetta più grossa finiva a San Marino. Da qui i soldi ritornavano in Romagna “ripuliti” e venivano usati per acquistare immobili.
Sequestri in città. La Finanza afferma di aver recuperato 57 milioni di euro da sottoporre a tassazione, 10 milioni di Iva e poco più di 1 milione di Irap.
Sequestrati dai militari un cantiere navale in via Comparini, l’imbarcazione Seven Eleven, sette automezzi tra cui un tir cosiddetto “hospitality” (cioè attrezzato come un appartamento) conti correnti e quote societarie. Per un valore complessivo di 8 milioni di euro, equivalenti alle somme che sarebbero state riciclate.
L’inchiesta. In realtà quella appena conclusa dalle Fiamme gialle - che hanno ottenuto con rogatoria internazionale, e consegnato poi alla Procura di Lucca, tutta la documentazione dalla Repubblica di San Marino - è la seconda parte di un’inchiesta che aveva già portato, ad aprile scorso, alla condanna per frode fiscale di Giorgi a due anni e due mesi di reclusione.
L’indagine era partita con una serie di accertamenti su società che, pur avendo una breve vita, riuscivano a raggiungere grandi fatturati, lasciando così sospettare fatturazioni per operazioni inesistenti.
Secondo l’avvocato difensore di Giorgi, però, c’è un conflitto di competenze: l’indagine avrebbe dovuto essere portata avanti in Romagna, dov’è avvenuto il reato. Ecco perché la difesa ha annunciato battaglia.
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