Il presidio
Il ministro Gnudi attacca ancora i balneari
«Prima di scioperare dovrebbero sapere perché lo fanno». Affondo anche di Adiconsum: «Vergogna»
VIAREGGIO. I balneari hanno annunciato «uno sciopero contro un provvedimento che ancora non conoscono: prima di scioperare aspetterei».
Il ministro per gli Affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi risponde così, a margine di una conferenza a Palazzo Chigi per un’iniziativa dell’Unesco, a chi gli chiede un parere sullo sciopero dell’ombrellone annunciato dai sindacati balneari per il 3 agosto, per protesta contro la messa all’asta delle concessioni demaniali. «Stiamo elaborando un provvedimento - prosegue Gnudi - e lo stiamo elaborando tenendo ben presente l’importanza che ha per il turismo italiano l’industria balneare; vogliamo fare un provvedimento che migliori l’offerta balneare e non la penalizzi». E allora «prima di scioperare, aspetterei», osserva il ministro. Certo, nel mercato delle concessioni qualcosa da fare c’è senz’altro, e «questo è un problema che anche coloro i quali si occupano di concessioni demaniali avvertono. Ma io ritengo che abbiamo imboccato una strada che alla fine salvaguarderà molto gli interessi di coloro che si occupano di industria balneare».
Il Governo - ha proseguito Gnudi - «avrà cura di coinvolgere le commissioni parlamentari competenti, le Regioni e gli enti locali e tutte le categorie interessate nell’iter di adozione del decreto legislativo».
«L’intervento normativo sul quale si sta lavorando, e per il quale è stata trasmessa una prima bozza alle altre amministrazioni statali concertanti, intende - ha aggiunto - per un verso far sì che la disciplina di riordino sia coerente con le esigenze di tutela della concorrenza di matrice europea, e al contempo la riforma intende preservare le funzionalità del settore». Il ministro ha quindi assicurato di avere «ben chiare le esigenze e le preoccupazioni degli operatori economici di questo delicato settore».
E a proposito dello sciopero anche l’associazione di consumatori Adiconsum si esprime contro: «È una vergogna tutta italiana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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