Il Tirreno

Versilia

l’attacco di caprili

«Una volta almeno la Passeggiata era più pulita...»

VIAREGGIO. Mai stati la Svizzera, ma ora si sta esagerando. Anche il consigliere comunale ed ex senatore Milziade Caprili interviente sulla questione della sporcizia in città. «È indubitabile - dice...

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VIAREGGIO. Mai stati la Svizzera, ma ora si sta esagerando. Anche il consigliere comunale ed ex senatore Milziade Caprili interviente sulla questione della sporcizia in città. «È indubitabile - dice - che il degrado si sia allargato a macchia d' olio e non “rispetti” più alcun settore della città. Una volta, per lo meno, la visione “Passeggiata-centrica” salvava dall' incuria più vistosa quello che si definiva il salotto buono. Un po’ come i tinellini viareggini di una volta con le poltrone implasticate così da non rovinarsi. Ora si sono rovinate le poltrone, la cucina e la camera da letto: dal degrado Viareggio non salva nemmeno un pezzettino. A poco valgono i ripetuti annunci,le continue conferenze stampa: la realtà ha la testa dura. Intendiamoci: la novità è rappresentata dalle dimensioni, dall’ estensione del degrado che, tuttavia, in forme “minori” ci accompagna da tempo. Le foto, a confronto, di Viareggio com’era e come invece è, sono innumerevoli: basterebbe pensare alle denunce di Franco Anichini, ai due volumi(“Viareggio sei cambiata”) di foto pubblicate, con encomiabile attenzione al degrado di edifici e luoghi, da Francesco Franceschi (il Pio, per intenderci)».

«Il tempo e l’incuria crescente - continua Caprili - motivano sempre nuovi confronti, ma non si potrebbe affermare che il problema non sia squadernato da tempo. Le inchieste giornalistiche di questi mesi e di questi giorni disvelano quello che c' è in termini di abbandono di ogni idea di decoro urbano; fanno parlare i cittadini; darebbero la parola ai politici, così credo, se avessero qualcosa da dire per poi fare, s’intende. Che fare, per non essere ipocriti,nelle attuali condizioni di bilancio? Abbiamo un contratto con Sea che prima o poi onoreremo ma, ecco la domanda, c’è qualcuno che controlla la precisa applicazione del contratto e che, in termini di uomini, orari di pulizia, mezzi impiegati, vada tutto secondo i piani stabiliti? In ultimo: ma che scelta è stata quella di portare tutti i lavori fuori del Comune? Non abbiamo più che una pallida imitazione di un cantiere comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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