Spiagge in sciopero, ma solo al mattino
Il 3 agosto la protesta anti-aste dei balneari: ombrelloni chiusi fino alle 11. I sindacati: «Antipasto di un’estate calda»
VIAREGGIO. Sciopero sì, ma a metà. Venerdì 3 agosto i balneari chiuderanno gli ombrelloni contro la messa all’asta delle concessioni demaniali, su cui il governo fa ancora melina. Una protesta simbolica che, però, durerà solo fino alle 11. Dopo quell’ora, infatti, ogni stabilimento darà il via a una serie di iniziative per sensibilizzare la clientela sulla battaglia alla direttiva Bolkestein. Feste, soprattutto, in modo da attenuare il possibile disagio per chi viene al bagno nelle prime ore del mattino.
I bagni assicureranno comunque la vigilanza sulle spiagge.
Compromesso al ribasso. L’accordo è stato raggiunto dopo un vertice a Roma tra i quattro sindacati, Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Assobalneari e Cna balneatori. Un compromesso, e appunto per questo con qualche limite. Intanto, la data: era stato deciso di scioperare il 28 luglio, ma dopo una serie di rinvii delle riunioni che avrebbero dovuto metterci il timbro, ormai il termine era diventato troppo vicino. E così si è deciso di andare alla settimana successiva. Senza, comunque, intaccare l’esodo - ammesso che ci sia - del primo fine settimana di agosto: ecco perché si è scelto il venerdì.
Insomma: l’impressione è che si sia voluto protestare sì, ma senza rinunciare a molto.
«È solo l’antipasto». I sindacati, di fronte a questa critica, spiegano che si tratta solo di una prima iniziativa. L’idea, se il governo non li ascolterà o non li riceverà come promesso, è di spingere il pedale fino ad arrivare, addirittura, a una serie di scioperi fino alla fine della stagione turistica.
«Dal 4 agosto - afferma Graziano Giannessi del Sib - tutte le nostre associazioni saranno sul piede di guerra con varie manifestazioni: dal tuffo in mare alla cocomerata, per coinvolgere nostri clienti in questa battaglia. Non vogliamo dare loro disagi ma far condividere le nostre problematiche. Gli stabilimenti sono anche dei clienti che non vogliono l’autogrill sul mare. Noi vogliamo mantenere la storicità delle nostre imprese». E per il vicepresidente del Sib, la colpa di questa situazione «non è dell’Europa, ma è il nostro governo che non vuole intervenire e crediamo di sapere quali sono gli interessi che vi sono dietro: si chiamano multinazionali. Ma a noi chi ripaga gli investimenti fatti e i mutui contratti?».
Il silenzio del governo.«L’agitazione decisa dai balneari per il prossimo 3 agosto è soltanto la prima di una lunga serie di proteste che saranno realizzate fino al termine della stagione estiva - conferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba Confesercenti - D’altra parte è dal 23 febbraio che non abbiamo più nessun dialogo con il governo, nonostante l’impegno da parte dei ministri Gnudi e Milanesi a lavorare con la categoria alla stesura di un provvedimento per la disciplina delle concessioni. Nonostante i rumors che danno per già pronto il provvedimento - aggiunge Lardinelli - ancora stiamo aspettando di conoscerne il contenuto e quindi non ci resta che avviare una stagione di protesta per richiamare l’esecutivo al rispetto degli impegni presi».
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