Banda di ragazzini massacra coetaneo in discoteca a Focette
Sono tutti di Viareggio: i fatti all’interno del “Tresor” La vittima delle botte è uno studente albanese
MARINA. Tutti minorenni e tutti viareggini i ragazzini (tranne uno che è di origini albanesi) che, il 19 maggio scorso, hanno pestato un diciottenne, anche lui originario dell’Albania all’interno della discoteca “Tresor”. Chiuse le indagini, il commissariato di Viareggio ha segnalato i sette ragazzi al Tribunale dei minori a Firenze.
Agli uffici diretti da Leopoldo Laricchia si era rivolto, per sporgere denuncia, il diciottenne aggredito e picchiato selvaggiamente. Una scena da Far West, sette contro uno (sia pur non tutti, forse, materialmente protagonisti del pestaggio, eseguito a pugni e probabilmente utilizzando anche i calci. Il diciottenne ha rimediato lesioni al volto, al setto nasale, alla bocca con più di un dente saltato. Ed ha avuto bisogno di cure mediche importanti. Sul posto, al momento dei fatti, erano invece intervenuti i carabinieri di Pietrasanta.
Tutti i minorenni segnalati hanno un età compresa tra i 16 ed i 17 anni. Tutti sono residenti a Viareggio, e tutti sono studenti, nella stessa scuola superiore. Anche la vittima è uno studente. E non è escluso che i motivi del pestaggio siano stati “coltivati” nell’ambiente scolastico.
O forse no. Perché il diciottenne pestato non ha saputo dare una spiegazione all’aggressione. «Non faccio fatica a crederci - commenta il dirigente del commissariato -: sono “fuochi” che si accendono nella suggestione del clima generale, in queste situazioni».
I sette ragazzini che ora dovranno vedersela con il Tribunale per i minori, al quale dovranno rispondere dell’accusa di lesioni, sono già noti - continua Laricchia - per questo tipo di comportamenti violenti e per avere compiuto fatti analoghi.
Atteggiamenti da “bulli”, le mani che si alzano alla prima occasione, magari proprio nelle discoteche di Marina di Pietrasanta, sempre più strette tra l’esigenze di combattere la crisi e quella di arginare i “bimbetti”. Quelli con pochi soldi in tasca, le bevute nel bauletto del motorino, che arrivano senza le ragazze e sono pronti a fare a pugni per uno sguardo sbagliato, una parola di troppo, la ragazza che piace a te e anche a quell’altro. Quelli che costituiscono un problema - lo sanno tutti - dentro e fuori i locali. Dove è sempre più difficili gestirli.
A colpire è soprattutto il fatto che il gruppo dei sette non sembra provenire da situazioni di particolare degrado sociale. Vanno a scuola, risiedono in quartieri non degradati di Viareggio o in centro città. A muoverli sembra più la noia, la volontà di ritagliarsi un “ruolo”, fosse pure quello non edificante di bullo di quartiere. Con l’idea che sia pur sempre qualcosa, una “chiave” per uscire dall’anonimato.
In queste sere d’estate gli episodi analoghi, anche più gravi, si sono ripetuti. E circola con insistenza la voce che ci sia, in arrivo, un provvedimento di chiusura per una discoteca.
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