Italia
Spaghetto libero nei bagni Tregua “armata” coi locali
Gli stabilimenti balneari con licenza potranno servire cibo anche di sera Ma dovranno ospitare un numero limitato di clienti. «Presto le nuove regole»
LIDO. Orari svincolati, per i ristoranti dei bagni, rispetto agli orari degli stabilimenti. Ma precise norme da rispettare: chi organizza feste in spiaggia o aggiunge tavoli a quelli consentiti rischia una multa. Perché i controlli non mancheranno di certo. Se dal Comune parlano di "pace dello spaghetto", i diretti interessati, i ristoratori dell'entroterra lidese, parlano invece solo di tregua.
Il nodo è ancora una volta quello della ristorazione sulla spiaggia. Le ultime due estati sono state caratterizzate dal grido di protesta dei ristoratori, che lamentavano la concorrenza sleale delle attività di ristoro sulla spiaggia, quelle legate alle concessioni demaniali dei bagni. Il decreto 127 del 2011 però, quello delle liberalizzazioni, mette un freno alla loro battaglia permettendo la liberalizzazione degli orari.
Che sia una pace o solo una tregua armata, nella guerra dello spaghetto, è ancora presto per dirlo. «Stiamo cercando - dice il sindaco Alessandro Del Dotto - una soluzione concordata, che tolga tutti i conflitti registrati fino ad ora». Quasi sicuramente una delle norme del decreto che sarà recepita dal Comune di Camaiore è quella che riguarda gli orari. I ristoranti dei bagni restano aperti indipendentemente dall'orario dello stesso stabilimento: sottostanno cioè alle stesse regole delle altre attività economiche della zona. «Ma attenzione - avverte Carlo Alberto Carrai, gestore di due stabilimenti ma anche assessore a Commercio e Turismo a Camaiore - che la liberalizzazione non vuol dire zero regole. Varranno cioè tutte le regole vigenti: da quelle per i rumori a quelle igienico-sanitarie. Presto faremo una delibera precisando tutte le regole».
Su un aspetto Carrai punta particolarmente l'attenzione. «Bisogna garantire una concorrenza leale a 360 gradi. Quindi non avremo bar sul mare che si trasformeranno in discoteca. Perché ci sono delle regole per quanto riguarda la rumorosità a cui dovranno sottostare tutti. Allo stesso modo - aggiunge Carlo Alberto Carrai - quei ristoranti sul mare che hanno le caratteristiche per poter fare ristorazione potranno farla. Ma se hanno l'ok per ospitare 30 tavoli, non saranno tollerate feste da 300 tavoli». Il sindaco Del Dotto ha già incontrato le categorie. «Ai balneari - dice - ho detto chiaramente che chi di loro ha la licenza in regolare per fare ristorazione potrà farlo, stando alle regole generali. Chi non la ha, può prenderla, perché in molti casi mancano solo i permessi ma i requisiti sembrano esserci tutti». I ristoratori per ora non prendono posizione ufficiale. Qualcuno però borbotta: «Vale ancora la norma messa dal sindaco Bertola lo scorso anno, ossia della distinzione tra clienti e non clienti dello stabilimenti per poter accedere al ristorante: non è mai stata abrogata. Per ora non c'è nessuna pace, semmai solo una tregua».
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