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Versilia

Poste, petizione contro la chiusura degli sportelli

CAMAIORE. Manifestazioni, sit-in, petizioni. La modalità la decideranno lunedì, nel corso di un’assemblea pubblica. Ma di sicuro i comitati paesani di Valpromaro, delle Sei Miglia e di tutte le altre...

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CAMAIORE. Manifestazioni, sit-in, petizioni. La modalità la decideranno lunedì, nel corso di un’assemblea pubblica. Ma di sicuro i comitati paesani di Valpromaro, delle Sei Miglia e di tutte le altre frazioni collinari tra Massarosa e Camaiore non resteranno a guardare la chiusura dei loro uffici postali, minacciata da Poste Italiane. La situazione, stando alla denuncia dei sindacati, sarebbe questa: a breve chiuderebbero sia l'ufficio postale di Valpromaro (paese a cavallo tra Camaiore e Massarosa), sia l'ufficio di Pitoro (oggi aperto solo tre volte a settimana). «Mancando quei due uffici della posta - spiega Iacopo Menchetti, presidente del comitato paesano di Valpromaro - i disagi sarebbero enormi. Lì infatti si recano non solo i residenti del nostro paese, ma quelli di tutte le frazioni delle Sei Miglia, di Pitoro, di Gualdo, di Montigiano, di Panicale». Cosa succederebbe quindi? «Non possiamo accettare in nessun modo la chiusura di quell’ufficio postale - prosegue Menchetti - perché le poste più vicine sarebbero quelle di San Martino in Freddana che, con la chiusura di altri uffici del Comune di Pescaglia, dovrebbe servire più di 3.000 utenti con soli due dipendenti. Insostenibile per i lavoratori, e per noi utenti». Per questo lunedì sera a Valpromaro il paese si riunirà. Un incontro allargato anche ad altri comitati di paese, tra cui quello delle Sei Miglia appunto, e a rappresentanti dei sindacati. «Siamo pronti ad una mobilitazione di massa, che coinvolga cittadini e amministrazioni comunali. Noi abbiamo scritto più volte alla direzione provinciale e regionale di Poste Italiane. Non abbiamo ricevuto mai risposta e ora leggiamo sui giornale che intendono privarci di questo servizio».

A leggere sul giornale le ipotesi di chiusura anche il sindaco Alessandro Del Dotto che ha deciso di scrivere a Poste Italiane definendo inaccettabile il piano di tagli e ridimensionamenti da parte dell’azienda che fino ad oggi niente ha comunicato alle amministrazioni locali. Del Dotto chiede un incontro a Poste entro il 21 luglio e chiede il mantenimento dei servizi sul territorio.

Nel resto della Versilia. I tagli sui servizi postali riguardano anche altre zone della Versilia. E altri primi cittadini, oltre a DEl Dotto, si stanno attivando malgrado l’assicurazione della direzione delle Poste che tende a minimizzare il problema.

In proposito da segnalare l’allarme della Cgil Slc. Per quanto riguardo il recapito verranno tagliate 11 zone a Viareggio, 5 a Pietrasanta, 3 a Camaiore, con ciò che questo comporta in termini di posti di lavoro. Oltre a Casoli e Valpromaro sarebbero in via di chiusura, Gualdo di Massarosa e Valdiscatello Carducci a Pietrasanta. In Alta Versilia interessati ad una razionalizzazione ci sono gli uffici di Azzano nel comune di Seravezza e di Ruosina a Stazzema.

Il sindaco Michele Silicani e il collega Ettore Neri di Seravezza si stanno già cercando una soluzione al problema.

«Nei mesi di giugno, luglio e agosto c’era già una chiusura per due giorni degli uffici, che rimanevano aperti tre giorni – dice Silicani – con il sabato in cui gli impiegati restano dentro per sbrigare lavori di ufficio senza lo sportello aperto. Quello che stiamo cercando di fare con la collaborazione anche dell’Uncem insieme a Neri è quello che in caso di necessità si possa usufruire anche del sabato mattina, considerando il fatto che c’è il perdonale presente all’interno dell’ufficio».

«Un aspetto da non sottovalutare - prosegue Silicani - da parte della direzione delle Poste è quello che in questi paesi di montagna ci sono clienti che potrebbero decidere il trasferimento degli eventuali risparmi che adesso hanno presso i conti correnti delle Poste magari in istituti bancari della zona, se si presentassero problemi per la chiusura parziale, oppure se venisse addirittura decisa una soppressione dell’ufficio stesso. Come amministrazione sollecitiamo alla direzione delle Poste ancora una volta di porre la massima attenzione sull’esigenza degli utenti tutelandoli al massimo».

Marco Pomella

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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