Il presidio
Alberghi tartassati e vuoti anche per l’effetto Cortina
A Forte il caso di turisti che chiedono di non essere registrati per evitare controlli Intanto arriva l’aumento Tarsu. Corchia: i nostri fatturati sono crollati del 25%
FORTE. “Radio portineria” dice che ci sono perfino alcuni tre stelle ancora a zero prenotazioni per agosto. E pur correndo sulle curiosità come i clienti fantasma, cioè quanti supplicano (invano, ndr) il portiere di non essere nemmeno registrati per evitare la tracciabilità delle loro vacanze (i controlli tipo Cortina non si scordano facilmente), ormai, l’ufficialità parla di ben un 25% di fatturato in meno ad oggi per il settore alberghiero. Un quadro drammatico quello che si disegna sullo sfondo delle Apuane con il proscenio del pontile e sul quale – a detta degli interessati – è arrivata in questi giorni “la ciliegina” della Tarsu, aumentata per esigenze di bilancio del 30%, ma con la certezza che dovrà aumentare ancora in futuro per coprire il 100% dei costi.
«Siamo molto preoccupati – spiega il presidente degli albergatori cittadini, Paolo Corchia, che con il suo ruolo regionale alla guida di Federalberghi ha sotto mano l’intero settore toscano e nazionale - perché la situazione del nostro settore è incredibile e purtroppo insostenibile. C’è bisogno urgente di una riflessione e colgo al volo la disponibilità del sindaco Buratti, manifestata sui media, perché si vada subito ad un incontro. La Tarsu è arrivata come una falce a mietere un campo che non c’è quasi più: e per un albergo medio, anche se aperto solo per cinque, sei mesi incide per circa 50 euro al giorno, che fanno oltre 18mila euro l’anno! Dietro le nostre hall, c’è però un quarto dei fatturati in meno e il crollo totale delle presenze italiane che, anche se in linea con quanto accade in altre parti d’Italia, avevamo sperato fino all’ultimo non si manifestasse qui, grazie alla fama del Forte e alle caratteristiche della nostra proposta. Non abbiamo, dunque più alcun margine, e le camere vuote, che si riempiono solo nel week end non possono bastare a rimettere in sesto la situazione, anche se ci sarà un agosto buono, il che è tutto da dimostrare».
«Il primo grande problema del comparto alberghiero locale – spiega ancora Corchia – è che il Comune non riconosce la stagionalità del 90% delle strutture, inoltre invece di considerare una camera di albergo al pari di una civile abitazione, per quanto ci siano sentenze del Tar e di tribunali, la più recente addirittura nella vicina Pisa, vengono invece viste con i parametri della ristorazione. E mi pare palese e chiaro a tutti che i rifiuti che può produrre una camera d’albergo, dal cellophane della rivista alla polvere, sono ben diversi e minori di quelli di un impianto di ristorazione».
Corchia critica anche la prospettiva della tassa di soggiorno «iniqua - afferma -perché grava solo su una categoria turistica, la nostra, e colpisce i clienti dell’albergo aumentando i costi del soggiorno in un momento difficile». Diverso il discorso per la tassa di scopo. «Siamo convinti che solo una tassa di scopo che colpisca tutti, dagli agenti immobiliari, ai commercianti, ai balneari, noi albergatori e così via, permetta di sostenere le grandi emergenze turistiche del paese».
Franco A. Calotti
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