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Versilia

Se n’è andato Rolando Coscetti Il calcio bianconero in lutto

di Massimo Guidi
Se n’è andato Rolando Coscetti Il calcio bianconero in lutto

Ha giocato 135 partite nel Viareggio a cavallo degli anni Settanta nelle storiche stagioni della serie C Dal Pietrasanta al Camaiore fino al Lido, in Versilia ha allenato anche molte squadre nei dilettanti

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VIAREGGIO. Si è sentito male tre sabati fa nel letto di casa, quando è stato colpito da un ictus improvviso. Poi le sue condizioni, malgrado un miglioramento negli ultimi giorni che aveva fatto sperare in una possibile ripresa, sono precipitate nelle ultime ore. E ieri mattina il cuore di Rolando Coscetti, sessantasette anni, conosciutissimo sportivo viareggino, si è arrestato.

Con Rolando Coscetti se ne va un altro tra i calciatori che hanno segnato pagine importanti nella storia del Viareggio. Nel caso di Coscetti quelle che vanno tra il 1968 ed il 1972 (135 presenze ed una rete) quando le zebre allenate prima da Quinto Bertoloni e poi da un esordiente Enzo Riccomini se la battevano alla pari, nel campionato di serie C - quello unico, quello vero - contro squadroni come Genoa, Parma, Modena, Sambendettese, Ascoli, Spal, Piacenza e ai tempi in cui lo stadio dei Pini ribolliva di tifo per i derbissimi con Lucchese, Pisa, Massese e Livorno.

Rolando Coscetti è stato uno dei maggiori intrepreti di quel Viareggio assieme a Cavallito, Piaceri, Bonzi, Dossena, Veronesi, Cupisti, Rossini, Marchetti e tanti altri “guerrieri” proprio come quel ragazzo biondo arrivato nell’estate del 1968 dal Piombino. Lo aveva notato l’anno prima proprio Quinto Bertoloni che aveva guidato le zebre alla vittoria nel campionato di serie D. Un ragazzo tutta grinta che nel doppio confronto con i nerazzurri livornesi aveva saputo mettere il bavaglio a gente del calibro di Veronei e Quadalti. E senza esitazioni il navigato tecnico lo vuole per il suo Viareggio che deve affrontare la serie C.

Terzino-mediano di grande temperamento viene impostato da Bertoloni come stopper ovvero colui che si dovrà occupare dell’attaccante avversario più pericoloso: il centravanti. Coscetti ripaga la fiducia del tecnico fino dal suo esordio in maglia bianconera avvenuto il 15 settembre del 1968 ai Pini contro la Torres (3-1 per le zebre) disputando quattro campionato di altissimo livello durante i quali mette il bavaglio a gente del calibro di Pezzato, Zandoli, Campanini, Traini, ovvero il meglio degli attaccanti della terza serie, mica pinco palla qualsiasi. Nella sua prima stagione a Viareggio il “cerbero” livornese salta solo due gare e si toglie anche la soddisfazione di segnare un gol (l’unico durante la sua milizia viareggina) pesante come un macigno e che consegna alle zebre la vittoria nel sentito derby con lo Spezia. Alla fine il Viareggio conquisterà il settimo posto della classifica finale il miglior piazzamento di sempre nella serie C unica. L’anno seguente gioca 35 partite confermandosi tra i migliori interpreti del ruolo nella categoria. Finita l’era Bertoloni sulla panchina delle zebre appare Enzo Riccomini, livornese di scoglio proprio come Rolando che viene confermato titolare inamovibile nella difesa viareggina che risulta sempre tra le meno battute del torneo. Ma proprio nel pieno della maturità calcistica la sfortuna tende un brutto agguato a Coscetti che subisce un grave infortunio e metà del campionato 1971/1972 che in pratica lo costringe all’abbandono dell’attività non ancora trentenne.

Ma Coscetti è legato alla nostra città dove ha anche messo su famiglia. Rimane nel mondo del calcio allenando le giovanili del Viareggio, prima gli allievi regionali poi la Berretti prima di provare qualche esperienza tra i dilettanti con Pietrasanta, Camaiore, Tuttocalzature e Lido di Camaiore.

Addio Rolando, guerriero senza paura, ci auguriamo che lassù già da ieri mattina tu abbia ritrovato Torioni, Titti Savoldi, Magrini e i tanti altri bianconeri che ti hanno preceduto per giocare qualche derby con Lucchese e Pisa nel campionato dei cieli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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