Italia
Cast di qualità nonostante i guai di bilancio
Il cartellone 2012 del Pucciniano si conferma interessante tra giovani emergenti e celebrità della lirica
TORRE DEL LAGO. A dare uno sguardo al cartellone del 58° Festival Puccini, che prenderà il via venerdì 20 luglio, non si direbbe che si è arrivati all’appuntamento ansimando, col timore che l’edizione 2012 potesse saltare. Perché è un cartellone interessante ,che accosta voci nuove e già di successo, voci celebri, direttori d’orchestra molto noti, e un poker di titoli non tutti pucciniani. Il che non sarebbe proprio una novità, se “l’intruso” non fosse nientemeno che Giuseppe Verdi, per la prima volta nel feudo pucciniano. Un omaggio al grande operista, in vista del bicentenario della nascita che cadrà l’anno prossimo. Lui e Puccini in quel 1893 - l’anziano musicista con “Falstaff” il giovane toscano con “Manon Lescaut” - evidenziarono che la storia dell’opera proseguiva senza soluzione di continuità.
Il titolo verdiano al festival è tra i più rappresentati e amati dal pubblico , “La traviata” (in scena il 28 luglio, repliche il 4, 11 e 18 agosto). Cominciamo da fondo per raccontare il cartellone perché si tratta della novità. Tra l’altro segna una coproduzione, finora inedita, tra Festival Puccini e i teatri di Pisa, Lucca e Livorno. Protagonista Silvia Dalla Benetta , ritorno gradito al Festival dove due anni fa ha cantato Musetta . Il ruolo di Violetta lo ha già debuttato, come pure Mimma Briganti, il soprano versiliese nel secondo cast, entrambe più volte apparse in questo personaggio verdiano. Un altro ritorno che piacerà al pubblico è quello del torinese Massimiliano Pisapia, nei panni mai indossati in riva al lago di Alfredo Germont. Impossibile non parlare di Giorgio Gérmont, padre carico di pregiudizi e perciò antagonista del proprio figlio. È interpretato da Stefano Antonucci, collaudatissimo nella parte. Scene di Poppi Ranchetti, costumi della Fondazione Cerratelli (firma anche i costumi di Tosca), coreografie di Walter Matteini.
L’opera di inaugurazione sarà “Tosca” (venerdì 20 , e 3, 16 e 25 agosto) con l’ucraina Oksana Dyka già celebrata Tosca scaligera , areniana e all’estero. È giovane ma le lodi che si sono “abbattute” su di lei , fanno capire che si tratta di una cantante-attrice di statura. Con lei si alterna Francesca Rinaldi , la Tosca dello Sferisterio dell’anno scorso e cantante scelta dalla bacchetta pucciniana di Giuliano Carella. Sarà un grande piacere ascoltare Fabrio Armiliato nel ruolo di Cavaradossi dopo i Pinkerton e i Johnson torrelaghesi, visto che questo è tra i ruoli più frequentati dal tenore genovese. Si alterna Warrem Nok, il tenore di Hong-Kong già Calaf a Torre. Il triangolo è completato dal baritono Alberto Mastromarino che torna come Scarpia , ruolo che condivide con l’argentino Leonardo Lopez Linares. Regia di Alberto Canessa , scene di Antonio Mastromattei.
E poteva forse mancare “Madama Butterfly” nell’anno in cui si celebra la grande Salomea Kruceniski, la Ciociosan della rivincita bresciana del 1904 e che sarà omaggiata con la posa di un busto in bronzo nel foyer del teatro all’aperto (sabato 21 prima della prima rappresentazione)? La Ciociosan del festival 2012 sarà Donata D’Annunzio Lombardi, suggestiva interprete , che unisce canto e recitazione, e nella recita del 27 luglio si produrrà insieme al suo compagno d’arte e di vita Leonardo Caimi. . Nel secondo cast per la prima volta a Torre , Silvana Froli. Il celebre venezuelano Aquiles Machado sarà Pinkerton. Sharpless è affidato a Kartal Karagedik e Suzuki a Annunziata Vestri. Scene di Kan Yasuda, costumi di Regina Schrecker e regia di Vivien Hewitt. Si tratta della ripresa dell’allestimento che inaugurò il progetto Scolpire l’opera e portò scultori e pittori di fama sul palcoscenico torrelaghese in veste di scenografi. Tutta in agosto (9, 19 e 24) , La Bohème” di Maria Agresta che dal debutto del 2006 si è affermata in teatri italiani e stranieri e la Musetta di Alida Berti, che ascoltiamo sempre volentieri. Stessa osservazione per Stefano Secco, in ascesa inarrestabile. Ritroviamo il lucchese Gabriele Viviani in Marcello. Regia di Maurizio di Mattia, scene di Maurizio Varamo, costumi di Anna Biagiotti.
Ed ora le bacchette. Un florilegio che impegnerà il pubblico, per l’impronta tipica che riceverà da ciascun direttore. Eccoli i quattro moschettieri: Alberto Veronesi sul podio di Tosca, Valerio Galli su quello di Butterfly, Daniel Oren di Bohème e Filippo Maria Carminati di Traviata.
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