Il Tirreno

Versilia

Dipendente Asl condannato: intascò i soldi delle visite

La Corte dei Conti: sottratti 55mila euro all’attività privata Ora Franco Bertolucci, oggi licenziato, dovrà restituirli

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Si intascava buona parte delle fatture pagate dai cittadini per le visite ambulatoriali in intramoenia dei medici dell’ospedale Versilia. Soldi che finivano nelle sue tasche anziché nelle casse dell’Asl.

Dopo essere stato licenziato in tronco dall’azienda sanitaria locale, Franco Bertolucci, 50 anni, di Viareggio, è stato anche condannato dalla Corte dei conti a risarcire l’Asl. L’ex operatorio socio-sanitario addetto al settore delle prenotazioni per la libera professione dovrà versare 55.570 euro. È la somma calcolata dai giudici contabili come ammanco riferito a tutto il 2010 e dal gennaio al luglio 2011. Per la precisione 18.107,10 euro nel 2010 e 37.463,81 nel 2011 per una media di 6mila euro al mese di denaro contante fatto sparire dal dipendente infedele. Nell’agosto scorso il giochetto di trattenere una parte dei soldi degli utenti venne scoperto nel corso di un controllo interno. Alcuni esempi? Fattura n. 255 dottor Bani, importo dovuto 90 euro, incassati 20 euro; fattura n. 429 dottor Cabiddu importo dovuto 100 euro, incassati 50 euro; fattura n. 1697 dottor Celli, importo dovuto 80 euro, incassato 10 euro.

Bertolucci si è difeso sostenendo di aver sottratto solo 1.200 euro per difficoltà familiari ed economiche e che si dichiarava disponibile a risarcire. Davanti alla Corte dei conti l’ex dipendente Asl ha spiegato di essere stato costretto all’ammanco «per gravi situazioni di famiglia che lo avevano portato, in sostanza, al bisogno economico, con impossibilità di far fronte al pagamento delle utenze e del canone di locazione, con conseguente provvedimento di sfratto». Ha, però, contestato l'importo di 55mila euro. A suo dire «qualsiasi addetto al settore sanitario avrebbe potuto impossessarsi delle credenziali dell’utente». Cioè del suo profilo. Una tesi respinta dalla Procura e dalla Corte che scrive: «Nessun dubbio rimane sulla sussistenza, incontestabile, del nesso tra la condotta attiva di Bertolucci (responsabile del servizio prenotazione e quindi della riscossione degli importi pagati dall'utenza) e il danno arrecato all’azienda, né circa l’elemento intenzionale doloso. È, infatti, implausibile che il convenuto abbia compiuto in buona fede errori gravi, numerosi e ripetuti nel tempo come quelli risultanti dalla contabilità, che, quindi, si qualificano come altrettante condotte artatamente poste in essere per appropriarsi delle differenze degli emolumenti versati dagli utenti. Appropriazioni che, comunque, sono state sostanzialmente ammesse e giustificate con una situazione di bisogno familiare ed economico, sia pure con riferimento all'importo ridotto di 1.200 euro». Ora Bertolucci dovrà risarcire l’Asl.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera