La città in strada per ricordare la strage alla stazione
Il corteo partirà da piazza Mazzini alle 21 di venerdì La Procura di Lucca sta per chiudere le indagini
VIAREGGIO. Tre anni. Segnati dal dolore, di quelli che non passano. E dalla rabbia, mista al desiderio forte di sapere cosa è veramente accaduto quella maledetta notte del 29 giugno 2009. Terzo anniversario del disastro ferroviario, a ridosso delle case di via Ponchielli, una notte qualsiasi, la prima di un’estate che faticava ad arrivare. Anniversario importante, delicato: le indagini portate avanti a testa bassa dalla Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala, con i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, con il perito Paolo Toni, con la squadra Polfer ed il prezioso lavoro dell’ispettore capo Angelo Laurino e di tutti i suoi collaboratori, sono arrivate alla fine. L’estate del terzo anniversario sarà segnata dalle richieste di rinvio a giudizio: atto necessario per poter fissare l’udienza preliminare che dovrà confermare o meno le richieste della Procura a carico degli indagati che, al momento, sono 38. Compresi gli amministratori delegati di Fs, Mauro Moretti, Rete Ferroviaria italiana, Michele Elia, Trenitalia, Vincenzo Soprano.
Un lavoro immenso, quello della Procura. Che, terminato l’incidente probatorio nel corso del quale i periti del giudice per le indagini preliminari (Simone Silvestri) hanno concordato con i consulenti di Fs su cosa abbia causato lo squarcio nella cisterna carica di Gpl (un tratto dello scambio, la cosiddetta zampa di lepre), ha voluto ripercorrere e ritroso gli accertamenti tecnici e le indagini fin lì eseguite. Un’operazione che ha allungato i tempi, ma è stata necessaria per fornire a indagati e parti lese la certezza che niente possa essere sfuggito ad un attento controllo. A quel lavoro certosino che dà buoni risultati se fatto con il codice in mano, l’esperienza di chi vive e ed opera lungo i binari, la scienza di chi maneggia incidenti di questo tipo. Il tutto mixato con la consapevolezza di essere di fronte a 32 morti, i feriti, le case distrutte, il lutto che leva il fiato, la voglia di giustizia di una città distrutta.
Il corteo. Una città che torna a sfilare. Il 29 l’appuntamento è alle 21 nel piazzale della stazione. Alle 21,15 inizierà la manifestazione-fiaccolata. Alle 21,45 il corteo sosta in piazza Mazzini per dare la parola a brevi interventi. La manifestazione riprende alle 22,15 per arrivare alle 23,15 nel parcheggio della Pam, nei pressi del luogo della strage.
Qui è prevista la lettura di poesia di bambini/e dei nomi delle 32 vittime in attesa delle 23,52, l’ora in cui quella maledetta notte a Viareggio è scoppiato l’inferno.
Alla giornata parteciperanno i numerosi comitati che in tutta Italia si sono costituiti per ricordare stragi e disastri causati dalla mano dell’uomo e fare sì che non accadano mai più. Dalla tragedia del Moby Prince di Livorno, alla battaglia delle famiglie che hanno perso i propri figli sotto le macerie della Casa dello studente a L’Aquila.
Da tutta Italia. Il pomeriggio, alle Croce Verde dalle 15,30 alle 17,30 i comitati delle troppe strage italiane nelle quali danni e morti sono dovuti alle leggerezza dell’uomo si ritroveranno per formalizzare il progetto Comitato dei comitati.
Alle 17, 30, ancora alla Croce Verde che ospita l’iniziativa, sarà presentato il libro “Macerie dentro e fuori” di Sergio Bianchi, che ha perso il figlio, studente fuori sede, nel terremoto a L’Aquila.
Anche quest’anno la Protezione civile comunale ha contribuito ad organizzare la manifestazione: tre le postazioni di ambulanze lungo il percorso, sei quelle dove sarà possibile rifornirsi d’acqua.
L’amministrazione comunale (ieri mattina, però, non era presente alla conferenza stampa neppure uno “straccio” di assessore a supporto del sindaco impegnato in Prefettura) ha stampato i manifesti per il lutto cittadino.
Al fianco del presidente del consiglio comunale Giorgio Fruzza, ieri mattina c’erano Daniela Rombi (associazione “Il mondo che vorrei”), Gian Franco Lucatelli (Comitato di via Ponchielli), Riccardo Antonini (Assemblea 29 giugno), Giuliano Bandoni (Tartarughe lente).
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