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Misure dopo la strage, l’Europa archivia l’infrazione
VIAREGGIO. L’aveva annunciato ai quattro venti, Libor Lochman, vicedirettore del Community of European Railway and Infrastructure Companies (la maggiore associazione lobbistica europea, il cui...
VIAREGGIO. L’aveva annunciato ai quattro venti, Libor Lochman, vicedirettore del Community of European Railway and Infrastructure Companies (la maggiore associazione lobbistica europea, il cui presidente è Mauro Moretti, ad di Ferrovie dello Stato): «La Commissione europea sta investigando sulle misure imposte da Ansf dopo l'incidente di Viareggio, per verificare che collimino con quanto previsto dalla legislazione europea e dagli sforzi di armonizzazione portati avanti da Era».
In quei giorni dopo la maledetta notte del 29 giugno, qualcosa era cambiato lungo i binari d’Italia. La neonata Agenzia per la sicurezza delle ferrovie, diretta dall’ingegnere Alberto Chiovelli, aveva imposto la tracciabilità dei carri per il trasporto di merci pericolose che montassero assi analoghi a quello che si era spezzato a Viareggio. Ma aveva anche disposto che i carri non tracciati fossero fermati alle frontiere. Così come le cisterne che si fossero presentate con sversamenti delle merci trasportate.
Alla vigilia del terzo anniversario della strage è arrivata la buona notizia: la Commissione europea ha archiviato la procedura di infrazione. E sapendo quanto sia difficile che ciò accada, è un gran bel risultato. Anche sapendo quanto l’Agenzia diretta da Chiovelli abbia con forza difeso le scelte fatte dopo il disastro di Viareggio che è costato la vita a 32 persone.
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