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Versilia

Insegnante si ribella contro i test Invalsi

Insegnante si ribella contro i test Invalsi

La maestra rifiuta di correggere le prove imposte dal ministero: «Sono ingiuste» Il preside inizia procedimento disciplinare. Ma alla fine il caso viene archiviato

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PIETRASANTA. L’insegnante si rifiuta di correggere le prove Invalsi (i test anonimi che devono valutare la qualità della preparazione degli studenti) e la scuola apre un provvedimento disciplinare . Ma alla fine il dirigente scolastico decide per l’archiviazione.

Il caso , avvenuto all’istituto comprensivo 2 di Pietrasanta, viene segnalato dal sindacato Cobas, da anni in prima linea contro questo tipo di test (che servirebbero tra l’altro, a determinare anche i finanziamenti da destinare alle singole scuole in base alla qualità dell’insegnamento)

Il dirigente della scuola ha archiviato il procedimento disciplinare a carico della maestra Lucia Balduini - a lungo Rsu dei Cobas - per non aver ottemperato all'ordine di servizio reiterato per la correzione delle prove Invalsi.

Il 27 marzo 2012 Lucia Balduini, insieme ad altri 30 docenti, ha dichiarato la propria non disponibilità alla somministrazione e ovviamente alla correzione delle prove Invalsi esponendo una serie di argomentazioni sia di carattere giuridico che didattico.

Il dirigente ha disposto, con ordine di servizio dell'8 maggio 2012, «la correzione delle prove di lettura e italiano delle classi 2° e 5°».

Secondo i Cobas però i test non rientrerebbero nel contratto di lavoro degli insegnanti (e per essi non sarebbe prevista alcuna retribuzione). In seguito alla rimostranza della docente, il dirigente reitera con le stesse argomentazioni l'ordine di servizio e, di fronte al nuovo rifiuto, le inviava una contestazione di addebito.

Ma l’insegnante, assieme ai Cobas, ha presentato una memoria difensiva che ha convinto il preside all’archiviazione del procedimento disciplinare avvenuta il 6 giugno. Per il preside «il rifiuto non è stato dettato da malavoglia o da negligenza, ma da ragioni di tipo ideologico, il rifiuto non ha comportato danni erariali e la docente ha al suo attivo anni di carriera immacolata».

I Cobas spiegano la cosa in modo diverso. «In realtà - affermano in un comunicato - il rifiuto è stato determinato non da ragioni ideologiche, ma da ragioni didattiche, in particolare dalla convinzione che le prove Invalsi peggiorano la qualità della scuola pubblica, trasformando i docenti in addestratori ai quiz, rendendo marginali lo sviluppo di capacità di analisi, sintesi e rielaborazione critica negli studenti, soprattutto se si considera che i quiz Invalsi saranno usati per la carriera dei docenti, per il finanziamento alle scuole e per lo stesso ridimensionamento.Molti dirigenti scolastici hanno ingaggiato questa battaglia di costrizione dei docenti e alunni ai quiz Invalsi soltanto perché sono a loro volta pressati dal ministero e non perché siano realmente convinti della validità didattica e della stessa legittimità delle prove Invalsi».

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