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Versilia

Due aziende sono pronte a lasciare Lido

Due aziende sono pronte a lasciare Lido

C’è anche la prestigiosa Pardini Armi: «Abbiamo bisogno di più spazi». Trattativa in corso con il Comune

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CAMAIORE. «Sono nato a Casoli e abito a Santa Lucia, mi dispiacerebbe dover spostare la mia azienda da Lido di Camaiore. Ma purtroppo qui gli spazi sono troppo limitati». A parlare così è Giampiero Pardini, fondatore e titolare di una delle ditte più all’avanguardia di Camaiore, la Pardini Armi.

Ma Pardini non è l’unico imprenditore camaiorese pronto a lasciare la zona: tra pochi mesi anche la Ferredil Cerù, una ditta di materiali edili con circa 30 dipendenti, di Lido potrebbe spostarsi nella vicina Pietrasanta per ampliarsi.

Insomma, stavolta non si parla di crisi: ma di bisogno di spazi. E di difficoltà a superare gli ostacoli imposti dalla burocrazia.

Il caso Pardini. Ogni quattro anni, in occasione dei giochi olimpici, si torna a parlare della “Pardini Armi”, visto che l’azienda camaiorese rifornisce con i suoi prodotti le principali squadre mondiali che gareggiano nel tiro a segno e in altre specialità simili.

Per capire il giro d’affari e il prestigio di quest’azienda che da quasi 40 anni (è stata fondata nel1975) ha sede in via Italica basta dare un’occhiata alle medaglie vinte dagli atleti che usano i suoi prodotti agli ultimi mondiali di questa specialità: ben 61.

«Anche ai giochi di Londra - spiega Pardini - riforniremo le principali squadre. In questi giorni stiamo ospitando molti atleti per ultimare alcuni aspetti tecnici. Poi una nostra delegazione partirà per Londra per dare assistenza durante i Giochi e organizzare incontri di affari».

Le armi della Pardini vengono interamente prodotte, progettazione e ricerca comprese, in terra versiliese e poi vendute in 100 paesi e producono un fatturato da oltre 2 milioni all’anno. Nella sede di Lido lavorano al momento circa 18 persone. «Ma il nostro business - aggiunge Pardini - cresce mediamente del 20% all’anno. E gli spazi di via Italica non sono più sufficienti».

Per questo Pardini da tempo sta meditando di trovare una sede più grande. Senza finora trovare una soluzione. «Abbiamo valutato l’ipotesi di andare a Massarosa e a Pietrasanta - spiega - ma tutti i progetti delle amministrazioni sono rimasti a mezz’aria. Abbiamo valutato anche di andare all’estero, addirittira nel Principato di Monaco». Ora Pardini ha iniziato una trattativa con il sindaco Alessandro Del Dotto. «Mi sembra giovane e preparato - spiega - e spero che riesca a semplificare le procedure burocratiche. I politici devono capire che il turismo è un’ottima risorsa. Ma che al momento garantisce lavori per soli tre mesi all’anno. L’industria dà maggiori garanzie».

Aziende in partenza. Alla fine Pardinifa capire che il suo desiderio sarebbe quello di creare una “Pardini 2” nel territorio dove ha sempre vissuto.

Ma qualche altra azienda che pensa in grande potrebbe presto lasciare Lido per trasferirsi altrove.

Pietrasanta potrebbe presto accogliere un’altra importante azienda da 30 dipendenti, la Ferredil Cerù. La ditta di materiali per l’edilizia ha bisogno di capannoni più grandi. E potrebbe averli trovati nella nuova area industriale pietrasantina, apochi metri dalla Savema.

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