Il Tirreno

Versilia

Ma la Versilia si salverà Anche in questa crisi

di Corrado Benzio
Ma la Versilia si salverà Anche in questa crisi

Gherardo Guidi apre la stagione di Bussola e Capannina con ottimismo «Un tassista mi disse una volta: questa terra dà sempre un boccone di pane»

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FORTE. «Anni fa, tanti anni fa, l’estate nonsembrava arrivare. Eravamo ai primi di luglio e continuava a fare freddo e a piovere. Un po’ come addesso. Me ne lamentai qui con un tassista di Forte. Le cose non andavano bene per gli affari. E lui mi disse: stia tranquillo signor Guidi,la Versilia un pezzo di pane lo dà sempre».

L’aneddoto è raccontato da Gherardo Guidi, il re delle notti versiliesi. A lui, a mo’ di oracolo, abbiamo chiesto di orientarci in una stagione che sembra difficile in un’Italia sull’orlo di una crisi non solo economica ma di nervi. Ed è roba di due giorni fa che Flavio Briatore ha appena annunciato di voler vendere il Billionaire perchè stufo di investire in Italia. Ma tiene aperto il Twiga.

«Cosa devo dire di Briatore? Ávrà le sue buone ragioni, ma voglio aggiungere che nonostante il suo locale mi abbia fatto concorrenza, l’apertura del Twiga ha portato novità in Versilia. Già solo la presenza di Flavio con quella donna di fama mondiale che è Naomi Campbell. Io rispetto a lui dico che bisogna andare avanti, che l’imprenditore deve investire, con oculatezza, ma deve investire. E che la Versilia resta una meta unica. Certo quando negli anni Settanta, gli italiani con qualche soldo in più in tasca hanno conosciuto nuove mete la situazione è cambiata. Prima c’era solo la Versilia, poi è arrivata la Sardegna, la Corsica, la Grecia. E poi tutto il sud d’Italia e poi si è andati ancora oltre: Mauritius, Pukhet, etc. Ma la Versilia è sempre qui, con leApuane a vista e questa spiaggia di 120 metri e più».

E allora serve ottimismo?

«Io parlo con i mieri colleghi francesi, con gli spagnoli. Tutti temono una contrazione del pubblico, ma da noi bisogna aspettare che esca il sole per fare veramente i conti».

Al Twiga dicono: stessa gente, conti più bassi...

«Certo che il pubblico sta un po’ sulle sue, intendo coi conti. ..».

E questa moda di non far pagare per ballare?

«Questo sistema è stato introdotto proprio da Briatore e non mi è mai piaciuto. Fin dai tempi di Bernardini, di Franceschi, di Oliviero per entrare in un locale si è sempre pagato. Poi certo c’era il cliente di riguardo, c’era l’habituè, ma gli strappi alla regola erano pochi. Oggi invece è cambiato, ma io resto del parere che si debba pagare».

E allora come sarà l’estate 2012 per Gherardo Guidi.

«Alla Bussola da martedì 19 torna Acqua Fresca. Tutti ricordano il successo clamoroso che ebbe Vernice Fresca in diretta dalla Bussola all’inizio degli anni Novanta. Le riprese erano della tv di Cecchi Gori, il programma lanciò tre stelle dello spettacolo italiano: Carlo Conti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni. Speriamo di potere fare altrettanto quest’anno. Intanto ci siamo assicurati la presenza di Sky per queste serate ma anche di Rtv38 che manderà lo show in televisione».

E la Capannina?

«Da venerdì 29 giugno avremmo un vero e proprio festival della musica house, con disc jokey che hanno lavorato e collaborato con Michel Jackson, Donna Summer, Aretha Franklin, Marya Curry, Diana Ross».

Sono trent’anni dall’uscita di Sapore di Mare, il film dei fratelli Vanzina (uscì poi un sequel sceneggiato dai figli di Steno ma diretto da Bruno Cortini) che rilanciò gli anni Sessanta come la stagione del mito, dell’innocenza dell’Italia e con essi Forte dei Marmi e la Versilia. Tante scene sono girate in Capannina, luogo simbolo di quegli anni. E poi in spiaggia, nelle ville, nelle pinete.

«Il film fu girato alla fine del 1981, ma uscì nel 1982 – precisa Guidi – diciamo la verità in pochi si aspettavano un successo non solo così clamoroso, ma anche duraturo. Tutti gli anni, ormai da un trentennio, la Rai o Mediaset rimandano in onda il film e ogni stagione la pellicola raggiunge i 3-3,5 milioni di spettatori. Noi faremo una grande serata per ricordare quella pellicola che ha anche lanciato degli attori famosissimi come Christian De Sica ma anche Isabella Ferrari. Posso solo assicurare che saranno presenti i fratelli Vanzina, mentre mi riservo di annunciare in seguito gli altri ospiti».

Certo De Sica ha già festeggiato un compleanno in Capannina, difficile immaginare che non sia della partita. Per la Ferrari, oggi fa l’attrice impegnata e ha addirittura dichiarato di vergognarsi un po’ del ruolo di Selvaggia. Potenza della spocchia (di sinistra?)

Sapore di mare riporta agli anni Sessanta, quando Guidi si affacciava al mondo delle spettacolo, prima come batterista poi come impresario.

Nel 1976 lui rileva la Capannina. E’ necessario – diciamo così – fare la classifica dei più grande passati all’ombra delle Apuane.Intanto quale artista avrebbe voluto e non è riuscito a catturare, ricordando che la Capannina era più night che musichall ( caratteristica della Bussola) e che comunque aveva sentito cantare Edith Piaf in uno dei suoi ultimi spettacoli prima della fine.

«In realtà sono due gli artisti. Uno è Yves Montand. Parlai con i fratelli Mariani, i suoi impresari. E furono espliciti: il signor Montand non canterà mai non solo alla Capannina, ma neppure in Italia. E così è stato.

«E pensare che sono andato anche a casa sua, dove è nato. E’ una porticina in una stradina laterale della piazza di Mosummano.

«L’altra stella che mi è mancata è Ella Fitzgerald, ma fra la Capannina è lei ,ci sono stati grossi problemi di salute. Poi certo mi sarebbe piaciuto avere anche Aretha Franklin e altri. Ma il maggior rimpianto è per Montand e la Fitzgerald».

E’ gli artisti che è orgoglioso di avere avuto sul palco?

«Uno su tutti è Ray Charles, che ebbi in esclusiva per l’Italia. E poi James Brown. E poi ricordo Roberto Benigni. Lui ha vinto tre Oscar, ma l’unico Capodanno in cui si è esibito in un locale è stato alla Capannina nel 1984».

Non ha solo medaglie da mostrare il vecchio leone all’ombra del bar al Roma di Levante.

«Il prossimo anno tornerà il gioco in Capannina. Puntiamo al burraco che piace molto, soprattutto alle signore».

E allora tornerà di moda anche il passa-palo. Che poi cos’era in realtà?

«Il passa-palo è una nostra invenzione. Prendevamo una entrecote, la cuocevamo e la tagliavamo a dadi, infilzandoli con uno grosso stecchino. In questo modo chi giocava e aveva fame, non perdeva tempo, non doveva alzarsi: prendeva la carne con lo stecchino e mangiava».

Ma la fama della cucina della Capannina è legata anche al soufflè Lo mangiava anche Giorgio Armani? Nella sua biografia racconta che l’incontro della sua vita, quello col socio e amico Sergio Galeotti avvenne alla Capannina nel1975.

«E’ vero. Di quel rapporto con Galeotti, scomparso prematuramente, è rimasta la villa di Roma Imperiale. Qualche volta fa le sue apparizioni in Capannina. Come venivamo da noi Gianni Versace, ma soprattutto Enrico Coveri che ha amato molto il mio locale».

Errori, rimpianti, cose non fatte. Ci può essere tutto questo in 37 anni di carriera, e parliamo solo della Capannina.

«Me lo chiedo anch’io. Certo che si poteva fare di più. Oggi mi si rimprovera di non portare più i grandi nomi. Non è così. I grandi nomi cerchiamo sempre di accaparrarceli, ma non è solo un problema di costi, ma di dimensioni: oggi arrivano con otto, nove, dieci, dodici, quindici Tir di materiale per montare il palco».

Ma di questi anni di carriera qualcuno dovrai pure ringraziare.

«Ho avuto dei maestri in questo mestiere, ma in questa lunga e fortunata carriera ho avuto il piacere di avere come braccio destro Carla Valenti. Non vuole apparire, ma è stata tutto per me. Carla è naturalmente mia moglie, sono 45 anni che stiamo insieme».

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