Il Tirreno

Versilia

Furti nelle scuole, sei finiscono nei guai

di Donatella Francesconi
Furti nelle scuole, sei finiscono nei guai

Tutti tra i 16 ed i 19 anni hanno messo a segno almeno 15 colpi da gennaio. Le indagini dei carabinieri anche su Facebook

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VIAREGGIO. Avevano imparato bene come scassinare i distributori automatici di bibite e merendine all’interno delle scuole della Versilia. I sei ragazzi, denunciati dai carabinieri al termine delle indagini, forzavano e provocavano la rottura delle alette a sostegno del carrello dove si introduce il denaro. Bastava un colpo, con un cacciavite, per far saltare l’ostacolo che separava dal denaro. Bottini da qualche centinaio di euro che i ragazzini si mettevano i tasca prima di lasciare gli edifici scolastici, compresi quelli nei quali al mattino sarebbero tornati per le regolari lezioni.

Già. Perché tre dei quattro minorenni denunciati, tutti tra i 16 ed i 17 anni e residenti a Pietrasanta, sono studenti. Famiglie normali, nessun precedente, non sono noti come consumatori di sostanze stupefacenti. Il quarto, invece, è straniero e non studia. L’incontro con due poco più che coetanei, quelli che sembrano tipi “giusti”, li ha fatti finire in un mare di guai insieme a due maggiorenni (uno 18 anni e l’altro 19), viareggini, arrestati il 23 dicembre 2011 per avere messo a segno un colpo ai danni dei distributori all’interno dell’Istituto professionale “Marconi”, in Darsena. I due sono considerati dai carabinieri i “professori” del sistema messo a punto per procurarsi un po’ di denaro “facile” e con poco rischio. Visto che introdursi negli edifici scolastici della Versilia è ancora fin troppo facile.

Il gruppo dei sei ragazzi si era organizzato: i militari della Compagnia di Viareggio, guidata dal maggiore Andrea Pasquali, hanno attribuito loro ben quindici furti, tra gennaio e maggio di quest’anno, nelle scuole di Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza.

Il più colpito il liceo artistico “Stagio Stagi”. E da qui hanno preso il via le indagini. I carabinieri di Pietrasanta hanno monitorato, visto il ripetersi dei colpi, l’area dove sono collocati i distributori presi di mira. In tre occasioni le immagini hanno permesso di “beccare” i ladri in azione, cappucci in testa e volto nascosto. Ma il gruppetto non aveva calcolato che anche gli investigatori ormai “navigano” nella grande piazza virtuale di Facebook. Così, un pezzetto della targa di un motorino, segnalata da un passante, ha permesso prima la ricostruzione dell’intera sequenza numerica e poi l’attribuzione della proprietà del mezzo ad un parente di uno dei ragazzi, risultato totalmente estraneo all’attività notturna dei denunciati. Ma, una volta che i militari si sono ritrovati tra le mani un nome, è stato facile farlo rimbalzare in Rete, per andare ad avere la conferma cercata: il rapporto tra il motorino segnalato ed uno dei giovani scassinatori. Un diciassettenne di origini albanesi ma residente anche lui in Versilia.

Una volta interrogati, davanti ai carabinieri che hanno contestato i reati di furto aggravato e continuato in concorso e di danneggiamento, i componenti del gruppetto avrebbero anche ammesso le proprie responsabilità, senza però dare troppe spiegazioni sui motivi che li hanno spinti ad arraffare tutto quello che trovavano all’interno delle scuole “visitate”, dove in qualche caso hanno lasciato anche tracce evidenti del proprio passaggio.

Su altri furti denunciati dagli Istituti scolastici della Versilia, i carabinieri stanno facendo ulteriori approfondimenti. Per capire se debbano o meno essere attribuiti ai sei baby scassinatori.

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