Una città senza personalità che “ammazza” l’impresa e fa diventare l’erba gialla
Commercianti, imprenditori, intellettuali viareggini danno i voti a quella che fu la “Perla del Tirreno” ma che ora si merita solo un 4 e mezzo
VIAREGGIO. La città rimandata a settembre: poche iniziative, erba gialla, strade dissestate e un’immagine ormai degna di una qualsiasi anonima località di mare. Basta fare una semplice passeggiata sul lungomare per prendere nota dei guai dell’ex “Perla del Tirreno”.
Abbiamo provato a capirci qualcosa di più tramite un sondaggio rivolto a nove volti noti della città che hanno analizzato e dato un voto a immagine, eventi, spettacoli, verde pubblico e strade. Viareggio non è riuscita a raggiungere nemmeno una sufficienza, confermando le carenze degli scorsi anni e peggiorando a dismisura la sua situazione, da tutti i punti di vista.
Immagine: 5. In molti lamentano la perdita di personalità della città. «Viareggio non ha più un’identità - afferma GiulianoMatteucci, gallerista - soprattutto per le due fisionomie che la connotano: il turismo e la cantieristica. La città si è sviluppata senza ordine e in assenza di un piano ben preciso, a scapito delle risorse primarie». Franco Anichini, professiore e scrittore, è sulla stessa linea: «La città è caotica: andrebbe tutto ridisegnato e il bello dovrebbe diventare l'elemento predominante. Manca un'immagine precisa, ma ci sono possibilità di recupero». Alessandro Augier, albergatore, intravede invece degli aspetti positivi: «Ormai l'immagine verso l’esterno di Viareggio è buona e consolidata: tutti sanno che c’è un’ottima qualità della vita, ma chi ci abita ovviamente si rende conto che non è tutto oro quel che luccica». Dalia Gaberscik, manager dello spettacolo, che si divide tutto l’anno tra Milano e Viareggio, afferma : «Per me il voto è insufficiente perché la città ha delle grandissime potenzialità che non vengono comunicate all’esterno. Nessuno conosce Viareggio più di Forte dei Marmi e nessuno ne parla a livello nazionale: un peccato, perché la città è bellissima e meglio della vicina Forte».
Eventi: 5,7. Viareggio non soddisfa nemmeno dal punto di vista degli eventi di tipo culturale, come mostre o manifestazioni. «Siamo a giugno ed eventi come il Carnevale e il Pucciniano sono ancora in forse - afferma RobertoVannozzi, titolare di Galliano in Passeggiata - la città avrebbe molto da offrire, ma località come Seravezza e Pietrasanta sono decisamente più attrattive da questo punto di vista. Ma avete visto quanti eventi fanno durante tutto l'anno?». Ma anche quelle poche volte che gli eventi ci sono, non vengono promossi: «La pubblicità dov’è? Se non si investe in questo senso è inutile perdere tempo» afferma Piero Bertolani, commerciante.
«Gli eventi - afferma il regista tv Adolfo Lippi - sono insufficienti, e quelli che ci sono andrebbero reclamizzati meglio: a partire dalle mostre alla Gamc, per arrivare al Pucciniano». Ma un pizzico di speranza e fiducia secondo Franco Anichini sono necessarie: «Le manifestazioni ci sono, ma andrebbero migliorate e qualificate: bisognerebbe innanzitutto ridare dignità al Premio Viareggio e riqualificare il Pucciniano. Basta privilegiare il localismo, la città deve essere conosciuta a livello europeo, ma è necessario darsi molto da fare e in fretta, prima che sia troppo tardi». Soddisfatto invece Carlo Monti, presidente dei balneari, che vede nel Carnevale un “miracolo divino”: «Nonostante tutto gli eventi non hanno risentito della crisi: il Carnevale è una manifestazione che ogni anno si rinnova, dando spettacolo sui viali a mare e portando alla ribalta il nome di Viareggio nel mondo».
Spettacoli: 4,5. Intrattenimento, concerti, discoteche? Anche qui non ci siamo. «Hanno massacrato gli imprenditori da tutti i punti di vista - dice Augier - basta pensare ad Alessio De Giorgi, ma anche a Uz: a chiunque abbia cercato di fare qualcosa di nuovo gli hanno fatto passare la voglia». Ne sa qualcosa Mimmo D’Alessandro, imprenditore del settore. «A Viareggio non c'è niente -afferma - Sinceramente non ho mai provato a portarci qualcosa, anche perché non mi sono mai sentito accettato da questa città». Duro Roberto Vannozzi, che non tollera il pessimo trattamento riservato al biglietto da visita di Viareggio, la Passeggiata: «Non c'è niente: l’inverno la musica si può mettere solo fino a mezzanotte, mentre l’estate fino all'una: e questo dovrebbe essere un luogo per divertirsi? La Passeggiata è un dormitorio. La burocrazia sta uccidendo tutto». Sconsolato anche Giuliano Matteucci: «Perché non approfittare del grande regalo che ci ha fatto madre natura e conservarlo al meglio? Chi viene si aspetta di godere il bello che c'è in Versilia anche attraverso le iniziative, che purtroppo sono molto provinciali. Basta equipararsi a Rimini: Viareggio ha una storia che un tempo ne ha fatto la Perla del Tirreno, quindi dovremmo smetterla di imitare o metterci in gara con altre località. Viareggio è unica».
Verde pubblico: 2,6. Gravissima insufficienza per il verde pubblico, che ad oggi si presenta al pari di una giungla. «Ma quale verde? Giallo pubblico!» afferma ironico Alessandro Augier. Negativa anche Dalia Gaberscik: «Le istituzioni devono avere delle priorità, e in una città ricca come Viareggio il verde è una di queste. La situazione deve migliorare decisamente». «È un disastro - afferma Vannozzi - c’è solo erbaccia. In Piazza Mazzini le aiuole sono indecenti: c'è talmente tanta sabbia che sembra di essere a Marrakech». Monti, sarcastico, dà invece un consiglio: «L'amministrazione dovrebbe trovare un magnate che si levi i soldi di tasca e li devolva alla città: la manutenzione del verde a Viareggio è inesistente». «Abbiamo delle pinete che sono un patrimonio unico e che andrebbero seguite e curate come parchi nella città - tuona Matteucci - Capisco i costi e le dimensioni, ma credo che si potrebbe fare uno sforzo».
Strade: 4,5. Viabilità, traffico, servizi pubblici e segnaletica da diverso tempo scatenano la collera di cittadini e turisti, che spesso e volentieri fanno fatica a destreggiarsi in una città in cui la libera iniziativa è diventata protagonista. C'è infatti chi si tinge la segnaletica orizzontale da solo. «Sicuramente la rete dei mezzi pubblici andrebbe migliorata - afferma la Gaberscik – è una vera e propria avventura muoversi a Viareggio in assenza di un mezzo personale. Ma anche il traffico andrebbe gestito meglio, nei mesi estivi è impossibile girare in città». Ironico Augier: «Quando Lunardini fu eletto disse: “ci penso io alle buche!”, ma forse intendeva dire che voleva farne di più!». Negativo anche Monti: «Manca totalmente la manutenzione di strade e marciapiedi, ma anche dei semafori». Migliore la valutazione di Mimmo D'Alessandro: «Le strade non sono tenute malissimo, però dovrebbero fare molto di più. Viareggio ha un potenziale da 10 e lode: ci vorrebbe maggiore impegno da parte dell’amministrazione, ma anche dei cittadini». Molto risentito Adolfo Lippi: «La segnaletica è poco studiata e il tessuto stradale sconnesso anche in strade di grande scorrimento. Nessuno investe nei lavori, ma in compenso 200mila euro per il Carnevale si riescono a trovare».
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