Il Tirreno

Versilia

Briatore vende, ma non il suo Twiga

di Corrado Benzio
Briatore vende, ma non il suo Twiga

Il manager ha annunciato l’ultima stagione del Billionaire. In Versilia invece non si parla di cessione del locale

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MARINA. Il Twiga non è in vendita. Lo garantisce Raffello Boischio che è il direttore del locale. Anzi da buon piemontese fa anche dell’ironia. «Tutti gli anni Flavio Briatore annuncia di mettere in vendita il Billionaire».

Perché il tam-tam che raggiunge anche la Versilia parte dalle dichiarazioni dello stesso Briatore che ha annunciato di volere vendere il suo locale in Costa smeralda, in nome di una certa noia per questa Italia.

Dichiarazioni che hanno fatto il giro d’Europa, commentate un po’ ovunque, ma viste – a sinistra – come il segnale della fine di un’epoca. Quello della Costa smerdalda (come la chiama Dagospia) come simbolo dell’Italia, anzi di una certa Italia. Quella dei Lelemora, delle Simoneventure, delle Belenrodriguez.

E il Twiga? Quello tira avanti, certo fra alti e bassi, ma la gestione Briatore-Santanchè non molla la presa sul locale co bagno aperto nel 2001.

La settimana scorsa c’è stata la consueta ispezione di Briatore per controllare che tutto fosse ok ad inizio stagione, a partire da prezzi e dopo la disavventura con l’Ispettore del lavoro per un lavoratore (italiano) trovato senza assunzione in cucina.

«Tutto ok l’incontro con Briatore – conferma Boischio – noi andiamo avanti. Le presenze ci sono tutte, ma sono calate le capacità di spesa. Insomma con lo stesso pubblico si incassa di meno».

Ma Boischio fa una distinzione. «Questa mia analisi riguarda gli italiani. Gli stranieri che vengono da noi non sentono la crisi».

Intende dire i russi che frequentano Forte dei Marmi ?

«No, tutti gli stranieri che entrano da noi, dai russi ai cinesi, dagli arabi ai tedeschi. Hanno possibilità di spendere di più, tutto qui».

La stessa situazione la registrate anche al bagno, visto che voi avete anche un piccolo stabilimento balneare?

«Si sono soltanto 40 tende, tutte occupate. Anche per il bagno la situazione è come per la discoteca. Italiani più attenti al portafoglio, stranieri meglio disposti alla spesa. Parlo naturalmente di tutti i servizi che noi offriamo a chi viene al mare dal ristorante al bar, fino al servizio sotto la tenda».

Il Twiga è stato il primo stabilimento della Versilia a portare secchielli di ghiaccio con frutta e champagne fin sotto la tenda. O meglio uno dei primi a farlo diventare non più un optional, una eccezione, ma la prassi del bagno.

Eppure c’è chi segnala che anche il Twiga sente la crisi epocale che stiamo attraversando. Lo sostiene un vecchio estimatore del locale. «L’altro giorno ho letto di una rissa scoppiata fuori dal locale fra alcuni marinai ed un guardia penitenziaria. Senza offesa per le forze dell’ordine e quelle armate, ma se quello è il nuovo pubblico, a Briatore conviene vendere e di corsa».

Del resto dall’avventura iniziata undici estati fa, quando a Marina governava Massimo Mallegni, aveva altri protagonisti poi persi di strada, da Paolo Brosio che fu un fondatore a Davide Lippi, figlio del grande Marcello.

Un paio di stagioni fa, anche Lippi ha lasciato le quote del locale, riacquistate da Briatore. Insomma il Twiga tiene. Anche perché, a differenza del Billionaire, è aperto tutto l’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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