Meteo
Via libera ai pasti nei bagni i ristoranti pronti alla lotta
Chiesto un incontro al vicesindaco Mori per chiarire la questione delle regole Giampaoli: «Già oggi c’è chi non le rispetta, così si rischia di incoraggiarlo»
PIETRASANTA. Hanno scritto una lettera al vicesindaco Luca Mori in cui chiedono chiarimenti sul via libera a bar e ristoranti degli stabilimenti. «Vogliamo un incontro al più presto per discuterne». Ma i ristoratori di Pietrasanta non sono i soli a pretendere chiarimenti. Lo fa anche la presidente della Fipe Confesercenti, Esmeralda Giampaoli.
«Condividiamo la prudenza del presidente dei balneari viareggini di Ascom in merito all’annunciato provvedimento del Comune di Pietrasanta - dichiara la Giampaoli - forzare la mano con la “deregulation” e amplificare uno scontro interno alle categorie non è utile al sistema Versilia. Da anni stiamo seguendo questo tema e le nostre associazioni sono impegnate anche per rivedere alcune disposizioni della Legge Comunitaria. Naturalmente a nessuno preoccupa la libera concorrenza, né la categoria dei ristoranti teme il servizio di somministrazione che i bagni fanno in deroga per dare un servizio accessorio ai loro clienti. Su questo equilibrio di regole (non sempre rispettato dai più furbi soprattutto in alcune zone) si è fondato il rapporto di collaborazione in questi anni. Ciò che invece abbiamo sempre ritenuto scorretto - anche in pieno accordo con i tanti bagni - è la concorrenza sleale di chi con regole diverse fa lo stesso servizio».
«Già oggi - spiega - non mancano attività che, utilizzando accorgimenti pubblicitari, serate a tema, abusano delle loro possibilità di somministrazione, estendendole a tutti (clienti e non). Basta un cartello in Passeggiata e il giochino è fatto. Ma la legge consente giustamente ai bagni di somministrare ai propri clienti, con una autorizzazione in deroga, che ne semplifica le procedure. Perché allora i ristoranti a 50 metri dal bagno o i bagni autorizzati alla somministrazione devono avere regole e standard diversi, se poi tutti possono fare tutto? All’assessore Mori - al quale abbiamo inviato oggi una richiesta di incontro urgente diciamo: regole uguali e standard uguali per una concorrenza alla pari. Ma non apriamo finestre nelle quali - per l’incapacità o la difficoltà di controllo delle amministrazioni - si infileranno - per necessità o furbizia - coloro per i quali le regole non sono il faro principale. Chi vuol fare il ristorante già oggi ha la strada spianata, se i suoi standard urbanistici, dimensionali e igienico sanitari lo consentono. E se gli standard non c’erano fino ad oggi, non vediamo il motivo perché si debba oggi far finta di nulla e chiudere un occhio. È questa anche la ratio della normativa vigente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
