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Pietrasanta detta la linea «Bagni aperti fino alle 3»
Il vicesindaco Mori: lo Stato ha tolto i vincoli per bar e ristoranti degli stabilimenti «Basta rispettare i requisiti minimi sanitari». Servizi anche per i non clienti
PIETRASANTA. I bar e i ristoranti degli stabilimenti balneari potranno restare aperti fino alle 3 del mattino. Una novità enorme quella che il Comune di Pietrasanta si prepara ad introdurre, «fermo restando che nei prossimi giorni - precisa il vicesindaco Luca Mori - incontreremo gli stessi balneari per fare il punto della situazione». Recependo di fatto in toto le nuove norme contenute nella legge Comunitaria approvata dal Parlamento pochi mesi fa.Princìpi poi ripresi nel decreto sulle liberalizzazioni.
Una svolta imprenditoriale con importanti riflessi sul turismo, quella che si preparano a vivere i bagni del litorale. Perché oltre all’orario allungato e quindi equiparato alle attività di Marina, che somministrano cibo e bevande e che già oggi possono proporre servizi fino alle 3 del mattino con deroga, una tantum, fino alle 6, c’è anche un altro risvolto significativo di cui tenere conto. Le strutture annesse all’attività balneare, ci riferiamo sempre a bar e ristoranti, se rispondenti a determinati requisiti, potranno accogliere anche quelli che sono sono clienti del bagno. Come a dire che gli stabilimenti balneari in regola si trasformeranno, a tutti gli effetti, in veri e propri ristoranti. «Questo indicano le norme e a questo dobbiamo attenerci - spiega Mori - però le prescrizioni da rispettare sono ben precise e di certo neppure così secondarie. In sostanza andranno recepite tutte le norme di riferimento in natura edilizia, urbanistica ed igienico-sanitaria. Se i locali risponderanno a questi requisiti, allora non subiranno, così come nello spirito del decreto, alcun tipo di limitazione. In caso contrario, com’è avvenuto fino ad oggi, dovranno limitarsi a fare pasti e somministrare bevande solo ai propri clienti». Perché appunto il fine ultimo delle nuove norme, che vanno ad innescarsi sul nostro territorio in un momento in cui la presenza turistica sembra essere ai minimi storici, «è quello di garantire una libera concorrenza, a parità di diritti. Se i tuoi locali, su spiaggia - rilancia Mori - propongono gli stessi requisiti di quelli che si trovano in via Versilia, a Tonfano, non può il Comune applicare alcun tipo di discriminazione né in termini di somministrazione, né per quanto riguarda gli orari di apertura al pubblico». Di fatto calare il sipario sulla vecchia ordinanza comunale, firmata dall’ex sindaco Massimo Mallegni, che regolava in modo più dettagliato, e limitativo, l’attività di ristoro in spiaggia. Novità in arrivo anche sul fronte del divertimento, sempre all’interno dei bagni, leggi musica, ballo e via dicendo. E, come buona prassi italica impone, parliamo di modifiche decisamente cervellotiche. In poche parole lo stabilimento balneare che vorrà proporre musica e intrattenimento vario con annessa somministrazione di bevande alcoliche potrà farlo dalle 17 alle 20. A seguire, dalle 20 in poi, per intendersi, se continuerà a proporre musica, dovrà mettere al bando gli alcolici e se invece privilegerà garantire ai clienti vino, birra e quant’altro, dovrà astenersi dal fare intrattenimento musicale. Con annesse puntualizzazioni che da qui a qualche settimana, ne siamo certi, porteranno alla rilettura dei vari aspetti di un decreto che cambia in effetti il volto alla Versilia, e non solo alla Versilia, portando però in dote una discreta dose di confusione a livello interpretativo.
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