Il Tirreno

Versilia

La petizione «Salviamoli dal degrado»

QUERCETA. «Riteniamo giusto affidare a queste persone uno spazio decoroso e opportunamente dislocato, dove poter vivere civilmente e poter convivere in modo accettabile con i reisdneti del luogo»....

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QUERCETA. «Riteniamo giusto affidare a queste persone uno spazio decoroso e opportunamente dislocato, dove poter vivere civilmente e poter convivere in modo accettabile con i reisdneti del luogo».

Sono le righe finali di una lettera, sottoscritta da oltre sessanta cittadini residenti a Querceta, inviata al sindaco, Ettore Neri, al comandante della polizia e all’ufficio igiene e sanità pubblica.

Un accorato appello, quello dei residenti nella dona del “ranocchiaio”, per i nomadi che ormai da tempo si sono accampati nelle vicinanze del fiume Versilia in via Rotta ma che vivono in condizioni disumane e per questo inaccettabili da parte della popolazione. Certamente preoccupata per il proprio quartiere ma ancora di più per chi vive senza neppure avere a disposizione un bagno e l’acqua corrente.

«Si sono visti più volte utilizzare il fiume per i loro bisogni - si legge nella missiva - abbandonare i rifiuti sulla strada. Non hanno acqua potabile, corrente elettrica e gas. Inoltre spesso, soprattutto di sera, sono ubriachi e schiamazzano tra loro. Tutto ciò impedisce ai cittadini l’accesso a piedi alla via lingo fiume e all’argine per motivi di sicurezza e di igiene, soprattutto con bambini».

«Chiediamo che l’amministrazione, le forze di polizia e i responsabili dell’igiene del territorio - concludono i cittadini - facciano qualcosa per sanare questa insostenibile situazione di degrado umano, pur consapevoli del fatto che la questione non sia di facile soluzione».

Su questo fornte l’amministrazione di Ettore Neri ha cominciato ha lavorare e anche il progetto di rimpatrio assistito rientra nelle strategie per evitare che i nomadi presenti sul territorio continuino a vivere nel degrado.

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