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Paga l’Ici, non gliela riconoscono

Paga l’Ici, non gliela riconoscono

Casa intestata alla figlia, le bollette a lui: gli chiedono 1.000 euro di arretrati

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VIAREGGIO. La Viareggio Patrimonio gli chiede di pagare 1.000 euro di Ici arretrata, che lui in realtà ha già versato. Ma la società non glieli riconosce, perché l’appartamento è intestato alla figlia.

Protagonista di questa storia di ordinaria burocrazia è Marco Spreafico, ex manager in pensione, nato a Viareggio ma da tempo residente a Milano. «Nel 1987 - racconta Spreafico - mia madre si vuole trasferire a Viareggio, ha 80 anni. Compriamo un piccolo appartamento a Città Giardino in un enorme condominio, via Bologna 4. La proprietà viene intestata a mia figlia. Mia madre abita felicemente in via Bologna fino al 2002 quando ci lascia per sempre. Mia figlia Pia mi chiede di occuparmi di ogni incombenza attinente l’appartamento. Allo scopo mi faccio rilasciare una delega notarile che mi abilita a compiere qualunque azione di tipo amministrativo, fiscale, di compravendita eccetera, relativi alla proprietà. Incluso il pagamento dell’Ici di circa 600 euro anno. Pagamenti che il mio fiscalista emette a nome di Marco Aurelio Spreafico. Le bollette di casa sono a mio nome».

«Il 28 dicembre 2011 mi arriva una ingiunzione da Patrimonio srl Viareggio per pagare quasi 1.000 euro per mancato pagamento dell’Ici 2006 e naturalmente spese interessi e così via. Immediatamente invio le ricevute in mio possesso che attestano il pagamento e spero che la cosa finisca lì. Vengo a sapere che per Patrimonio - Comune di Viareggio tutti i miei pagamenti Ici non sono mai stati riconosciuti validi. Perché? Perché sono stati seguiti da me e non da mia figlia. Ma c’è di più: l’Ici da me pagata nel 2006 non è neppure reclamabile, l'ingiuzione del 28 dicembre 2011 lasciava 2 giorni per potersi attivare sempre che uno avesse accettato l’ingiunzione della Patrimonio. In breve in tutti questi anni la Patrimonio non si è mai domandata chi era che inviava quelle somme a Viareggio. Una telefonata, una modesta ricerca di archivio avrebbe chiarito che non c’era un Babbo Natale a Milano: ero io, a mio avviso abilitato ad agire come ha fatto. Ma non è finita. Abitando a Milano e non riuscendo a sbrogliare la matassa da Milano, ho incaricato un avvocato locale di farlo per me. L’avvocato ha scritto, nessuna risposta, ha sollecitato: idem. Allora è andato da Patrimonio che ha ribadito che un padre con deleghe notarili non può pagare l’Ici della figlia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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