Il Tirreno

Versilia

Veolia allunga i tempi per restituire Pioppogatto

Ma Comuni e Provincia non ci stanno. Intanto i sindacati protestano perché la nuova società non assumerà i dipendenti a tempo indeterminato

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MASSAROSA. Il piano per rimettere in funzione l’impianto di selezione e compostaggio dei rifiuti di Pioppogatto c’è. L’unico problema, al momento, è che “manca” l’impianto. Nel senso che Veolia non l’ha ancora consegnato ai Comuni del consorzio Cav - intenzionati a gestirlo tramite una nuova società creata ad hoc da Sea Ambiente e Sea Rifiuti - prospettando un allungamento dei tempi per concludere l’operazione.

La presa di posizione della multinazionale francese è arrivata ieri pomeriggio, nella riunione convocata a Lucca di fronte al Prefetto. Comuni e Provincia, chiaramente, non hanno gradito. Il motivo dello slittamento dei tempi di consegna di Pioppogatto è legato al contenzioso milionario tra Veolia e i Comuni. La società chiede diversi milioni di euro di arretrati senza i quali non può pagare i propri creditori. E le banche chiedono a Veolia garanzie - leggi per l’appunto impianti e macchinari - in attesa che il contenzioso arrivi a una soluzione.

«Una tattica dilatoria - spiega il presidente di Cav e sindaco di Massarosa, Franco Mungai - che ha creato serie perplessità provocando anche la reazione del presidente della Provincia Baccelli che ci ha dato un grande supporto in questa crisi».

Mungai ritiene comunque che la questione smaltimento rifiuti in Versilia sia ormai prossima a una soluzione. «Al prefetto - spiega - abbiamo fatto presente che tutto è pronto per la costituzione di una srl in grado di assunzione tutti e 39 i dipendenti, gestire Pioppogatto e tenere sotto controllo l'impianto di Falascaia. La tariffa concordata per lo smaltimento è 138 euro a tonnellata. E abbiamo avuto rassicurazioni per il conferimento a Pioppogatto di rifiuti da fuori Versilia per sostenere questi costi. A questo punto manca la riconsegna dell’impianto». Che dovrebbe avvenire dopo l’incontro con il giudice fallimentare, fissato per il primo di giugno, a cui seguirà una nuova riunione il prefettura il 6 giugno.

Ma se un fronte, quello del piano di gestione per far ripartire Pioppogatto, si chiude, un altro sembra destinato a continuare a far discutere. Quello dei lavoratori ex Veolia ai quali è stata prospettata da Sea un’assunzione a tempo determinato e con part time.

Lo annunciano le rappresentanze sindacali di Sea e Pioppogatto a seguito dell’incontro con l’amministratore delegato di Sea Alessia Scappini «la quale ci ha messo al corrente - scrivono - di quanto è apparso sulla stampa relativamente alla costituzione di una società che assorbirebbe i 39 lavoratori di Pioppogatto. Dalla discussione è emersa la complessità legale della situazione ma, in particolare un fatto non ci è piaciuto e cioè che la nuova società non assumerebbe 39 lavoratori con un contratto a tempo pieno e indeterminato ma con un contratto part time e a tempo determinato. Non capiamo bene il senso di questa scelta che per noi è inaccettabile. Ci sono tutte le condizioni per il tempo pieno e indeterminato: c'è il lavoro, ci sono gli impianti, ci sono i lavoratori c'è la necessità di smaltire i rifiuti. Che senso ha assumere part-time e tempo determinato?». I sindacati tornano a ribadire che l’emergenza deve durare il meno possibile. E chiedono nuove garanzie sul rispetto dei tempi per i pagamenti degli stipendi (saranno regolari quelli di maggio e giugno) e dei debiti del Comune di Viareggio verso Sea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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