Del Dotto mette la vittoria... in banca
Passaggio di consegne ufficiale con il sindaco uscente Bertola. «L’affetto della gente ripaga della fatica»
CAMAIORE. Dopo il bagno di folla in piazza fino a mezzanotte, ha girato per locali a Lido, fino alle 5 del mattino, con i suoi amici del Rione Tre Borghi.
Ma ieri mattina sveglia presto, per le consegne ufficiali in Municipio e poi in banca, accompagnato dall'ormai ex sindaco Giampaolo Bertola. Alessandro Del Dotto si gode il primo giorno da primo cittadino.
Gira per le strade, tra gente che vuole stringergli la mano, abbracciarlo, fargli un augurio. «Sono ancora frastornato da tanto affetto - dice - ma entro 10 giorni voglio tenere il primo consiglio comunale e presentare la giunta».
Dopo la firma davanti il magistrato, che lo designa ufficialmente sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto ha passato diverse ore in banca, con l'ex sindaco e un gruppo dei suoi, per il passaggio di consegne.
«Non servono anticipi di cassa, la situazione pare abbastanza in ordine - commenta le carte il neo sindaco - anche se dovremmo valutare le finanze comunali con calma. E approvare il bilancio, per far partire da subito i nostri primi 300 giorni di amministrazione».
Per le strade tutti lo fermano, lo salutano. Qualche anziana signora gli fa una carezza, e lui arrossisce.
«Ci piace il sindaco giovane - gli dicono - ma non si dimentichi degli anziani». Lui le rassicura: «Lavorerò solo per il bene di Camaiore».
Gli amici gli saltano al collo per abbracciarlo. »L'affetto della gente è stata la moneta più bella con cui sono stato ripagato. Otto mesi di campagna elettorale, diversi chili di peso perso, ma oggi sono felice, ancora frastornato da una città che ti abbraccia con un 60%».
Si ferma per una pausa al bar Cecchi, in via di Mezzo. Un caffè, ancora in compagnia di Giampaolo Bertola, ma anche di Marco Mecchi, Cristiano Ceragioli e Massimo Pierucci del Pd, Giovanni Bonuccelli dell'Udc (l'ex presidente della circoscrizione), i socialisti Giuseppe Bartelloni e Massimo Francesconi, per poi ripartire.
«I prossimi saranno trecento giorni di fuoco, ne abbiamo di cose da fare. Entro dieci giorni - dice Del Dotto - vorrei convocare il primo consiglio comunale, nel corso del quale mi piacerebbe anche poter presentare la nuova giunta. Bisogna approvare il bilancio, e mettere subito in questo documento il germe della nuova stagione, compatibilmente con le finanze che troveremo».
I primi, stringenti, impegni sono strettamente burocratici: sistemare gli ultimi aspetti dell'inaugurazione di Demetra sabato prossimo, organizzare i matrimoni già previsti in Municipio nei prossimi giorni.
«Ora mi concedo un paio d'ore di riposo - dice il nuovo sindaco - perché sono distrutto. Lunedì sera, dopo la festa in piazza, i miei amici del Tre Borghi mi hanno rapito, e mi hanno portato in diversi locali di Lido a festeggiare, abbiamo fatto mattina. Ma ora fatemi andare - dice, guardando il cielo che minaccia pioggia - che sono arrivato in centro in bicicletta…».
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