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Rifiuti, quattro giorni per salvare Pioppogatto

Sindaci e Provincia trattano con i liquidatori di Veolia che lascia Italia e Versilia I comitati attaccano il Comitato ambiente presieduto da Mungai: è inerte

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VIAREGGIO. Conto alla rovescia per il futuro di Pioppogatto. L’impianto di racconta e selezione dei rifiuti indifferenziati da martedì potrebbe essere chiuso. Con 40 lavoratori a casa. La politica versiliese è in affanno nella ricerca di una soluzione. ieri mattina, in Provincia, si sono incontrati tutti i sindaci della Versilia, il presidente del Comitato ambiente Versilia (Franco Mungai, sindaco di Massarosa), i liquidatori di Veolia, la società che sul territorio gestisce gli impianti di Falasciaia e Pioppogatto, la Provincia, gli avvocati.

Le cifre sono quelle anticipate dal “Tirreno”: 1 milione e 300mila euro al giorno per tenere aperto Pioppogatto, mantenere l’occupazione, non gettare la Versilia nell’allarme rifiuti alla vigilia dell’estate. Il costo da sostenere è 224 euro a tonnellata. Pagamento a fattura con una percentuale di anticipo, secondo le indiscrezioni che trapelano dal tavolo della trattativa. Condizioni difficili da sostenere. «In fase di definzione di una trattativa non si dice niente»: Franco Mungai, che al tavolo del braccio di ferro con Veolia rappresenta tutti i cittadini della Versilia, non parla. L’unica cosa è la conferma della data fatidica: il 15 maggio c’è la rescissione del contratto da parte di Veolia.

A parlare è, invece, il Coasver, che riunisce i comitati ambientali della Versilia e si chiede: «Ma il Cav a che gioco gioca?». Perché da febbraio ad oggi sono passati più di tre mesi «senza che alcuna efficace azione in difesa degli interessi dei cittadini e di rivalsa nei confronti del gestore sia stata intrapresa. Gestore che invece, predisposta una task force all'altezza della situazione, è stato capace ancora una volta di dettare i tempi dell'emergenza e, anticipando come al solito un balbettante Cav, ha richiesto danni enormi a tutti i soggetti coinvolti nella vicenda: Comuni, Provincia e, forse, anche Regione. Inoltre ha cambiato compagine societaria creando una società in nome collettivo, che dovrebbe gestire secondo piani stabiliti chi sa dove, l'impianto superstite di Pioppogatto traghettandolo in Ato. Il Cav di fronte a questa catastrofe è stato praticamente inerte. Dal primo febbraio ad oggi l'unica azione concreta registrabile è la " letterina" di due paginette . Questa letterina dà la misura della sproporzione esistente tra il peso delle azioni intraprese dal Gestore e la capacità di risposta del Cav. Essa certifica impietosamente il ritardo cronico con cui Cav affronta problemi da anni sul tappeto e la debolezza strutturale con cui le problematiche tecnico-legali sono affrontate».

Donatella Francesconi

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